
Nei giorni 23, 24 e 25 settembre si è tenuto a Taranto il XX Convegno dell’Associazione Rete Italiana LCA, ospitato presso il Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Le tre giornate hanno visto una significativa partecipazione di università, centri di ricerca e aziende provenienti da tutta Italia e hanno rappresentato un’importante occasione di confronto sul ruolo strategico della LCA e dei metodi life cycle-based per misurare la sostenibilità di prodotti, servizi, organizzazioni e soluzioni circolari, anche alla luce di tecnologie emergenti (AI, sensoristica, piattaforme digitali) e dello sviluppo di dataset LCI.
Le tematiche affrontate hanno riguardato numerosi settori applicativi, tra cui l’agroalimentare, l’energia, la chimica e i materiali, l’edilizia e la siderurgia, la gestione dei rifiuti, l’economia circolare e lo sviluppo di banche dati. Il tema del ciclo di vita è stato quindi approfondito da prospettive differenti, considerando non solo la dimensione ambientale, ma anche quella sociale ed economica della sostenibilità.
Il gruppo di ricerca AWARE ha partecipato al convegno con una moderazione di sessione e quattro presentazioni orali, oltre ad aver ricoperto alcuni ruoli nell’organizzazione scientifica dell’evento.
In particolare, Lucia Rigamonti ha fatto parte del Comitato Scientifico del Convegno e ha moderato la sessione “Approcci metodologici”.
Paula Barbato ha presentato, nella sessione “Energia”, il contributo dal titolo “Comparative Life Cycle Assessment of e-diesel and HVO production”. Il lavoro propone un’analisi LCA comparativa della produzione di due tra i carburanti più discussi come possibili alternative al diesel fossile per le automobili convenzionali: e-diesel e HVO. I risultati mostrano come la tipologia di elettricità utilizzata nella produzione dell’e-diesel influenzi fortemente le sue prestazioni ambientali, mentre per l’HVO diversi sono i fattori che contribuiscono agli impatti. Tuttavia, a causa della mancata accessibilità a dati primari, spesso di natura confidenziale, lo studio si basa in gran parte su dati secondari, sottolineando l’importanza di una maggiore trasparenza e collaborazione tra industria e ricerca.
Giulia Cavenago ha presentato, nella sessione “Rifiuti”, il lavoro “Colmare il divario tra dati secondari e primari nella LCA: il caso della termovalorizzazione in Italia”. La riflessione sul divario tra dataset secondari e primari è stata calata sul caso della termovalorizzazione in Italia. L’obiettivo è stato valutare criticamente la rappresentatività del dataset secondario regionalizzato fornito da ecoinvent per il contesto italiano, confrontandolo con un dataset rappresentativo del parco nazionale costruito bottom-up a partire da dati primari specifici di impianto raccolti dalle dichiarazioni ambientali. In questo modo si è cercato di capire quali differenze vi siano a livello di inventario (LCI) e quanto queste differenze si propaghino a livello di valutazione degli impatti (LCIA).
Mary Jo Nichilo ha presentato, nella sessione “Economia circolare”, il contributo “LCA di pavimentazioni stradali contenenti plastica riciclata da imballaggi poliaccoppiati”. Il lavoro ha valutato, mediante LCA comparativa, le prestazioni ambientali di una pavimentazione stradale contenente plastica riciclata ottenuta da residui di imballaggi poliaccoppiati, confrontandola con una soluzione convenzionale e una modificata con stirene-butadiene-stirene, polimero tipicamente impiegato in forma vergine per migliorare le prestazioni meccaniche delle pavimentazioni stradali. L’analisi ha evidenziato il ruolo determinante della vita utile nel bilancio ambientale, mostrando l’importanza di integrare prestazioni tecniche, durabilità e valutazione del ciclo di vita.
Giovanni Dolci è stato membro del Comitato del Premio Giovani Ricercatori e ha presentato, nella sessione “Life Cycle Assessment e misurazione della sostenibilità”, il contributo dal titolo “LCA per l’ottimizzazione di sistemi innovativi sviluppati alla scala di laboratorio”. Il lavoro ha applicato la LCA a due sistemi innovativi sviluppati alla scala di laboratorio – granuli ibridi per il trattamento delle acque reflue e film a base di caseina per l’intrappolamento di enzimi – con l’obiettivo di valutarne precocemente le prestazioni ambientali. L’analisi ha mostrato come la LCA possa guidare l’ottimizzazione dei sistemi già in fase di sviluppo, evidenziando le principali criticità ambientali e suggerendo interventi migliorativi sui materiali e sui consumi energetici prima dello scale-up.
La partecipazione al convegno ha rappresentato per il gruppo un’importante occasione di condivisione dei risultati della ricerca, confronto con la comunità scientifica e dialogo con diverse realtà attive nel campo della sostenibilità e degli approcci life cycle.
I nomi degli altri relatori e i titoli delle rispettive presentazioni orali sono disponibili nel programma del Convegno.














