BISSAU LIMPU – Meno Rifiuti, Più Opportunità: seconda visita di campo di AWARE in Guinea-Bissau

Dopo la prima visita di campo di maggio 2025, AWARE è tornato in Guinea-Bissau nell’ambito del progetto BISSAU LIMPU – Menos Resíduos, Mais Oportunidades, finanziato dall’Unione Europea, promosso da ACRA e realizzato in collaborazione con ISF-MI, Mani Tese, ESTÀ, RENAJ e POLIMI.

Dall’8 al 21 marzo, Mary Jo Nichilo e Francesca Villa (in qualità di ISF-MI) si sono recate in loco con l’obiettivo di avviare un’analisi di fattibilità su possibili soluzioni progettuali da implementare nei cinque bairros pilota – Granja, Belem, Militar, Bandim e Cuntum –, da discutere successivamente con le comunità locali e validare con la Camera Municipale di Bissau (CMB).

La visita si è concentrata su due ambiti principali, individuati come prioritari a seguito della fase di studio tecnico svolto nel 2025:

  • Sistema pubblico di raccolta dei rifiuti
    Sono state approfondite alcune criticità legate alla capacità della CMB di garantire un servizio efficiente. In particolare:

– il numero di ecopontos (punti di raccolta) risulta insufficiente

– la loro collocazione è spesso poco accessibile

– le operazioni di svuotamento risultano complesse, rallentando il servizio e allungando i tempi di raccolta.

  • Gestione della frazione organica
    Circa il 37% dei rifiuti solidi urbani prodotti dalla città di Bissau è costituito da frazione organica, attualmente non valorizzata. In quest’ottica, si sta valutando l’introduzione di compostiere comunitarie come possibile soluzione a scala locale.

Per affrontare questi temi, la trasferta ha previsto diversi momenti di confronto con stakeholder locali:

  • Dipartimento di Saneamento della CMB
    Sono stati coinvolti direttore, vicedirettore e alcuni operatori del servizio, con l’obiettivo di analizzare le criticità operative riscontrate durante la raccolta e avviare un dialogo verso una visione condivisa di ecopontos migliorati.
  • Associazioni del Bairro Militar
    Tre associazioni locali attive in ambito ambientale (Associação dos Moradores do Bairro Militar – AMA-BM, Rede da Associaçao Juvenis da Guiné-Bissau – RAJ-GB, LIga para PROteçao da Natureza e Ambiente – LIPRONA) sono state coinvolte in momenti di scambio e co-progettazione di compostiere comunitarie. In particolare:

– è stata presentata loro una panoramica teorica sul compostaggio

– sono state discusse insieme possibili soluzioni di compostiere comunitarie

– sono stati individuati potenziali siti di installazione

– è stato esplorato il possibile coinvolgimento diretto delle associazioni nella gestione.

  • Associazione delle donne commercianti del mercato di Caracol (associação de mulheres vendedoras e grossistas de legumes)
    Considerando il ruolo dei mercati come grandi generatori di rifiuto organico, l’incontro ha permesso di raccogliere alcuni primi spunti per la gestione di tale frazione.

Parallelamente agli incontri, sono stati effettuati sopralluoghi in diverse aree potenzialmente idonee all’installazione di ecopontos migliorati e compostiere comunitarie

Conclusa la trasferta, il lavoro proseguirà con l’elaborazione delle informazioni raccolte sul campo, con l’obiettivo di:

  • convergere sulla proposta di un piano di gestione integrata dei rifiuti solidi (PIGRSU)
  • avviare, entro la fine dell’anno, la prima fase di implementazione di soluzioni pilota.

Foto scattate durante gli incontri con le tre associazioni del Bairro Militar, avviati per sviluppare un percorso di co-progettazione dedicato alla realizzazione di compostiere comunitarie

International Day of Zero Waste 2026 – il contributo di AWARE sui rifiuti alimentari

Il 30 marzo 2026 è stata la Giornata internazionale dei rifiuti zero, promossa congiuntamente dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e dal Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani (UN-Habitat), per sottolineare l’importanza di rafforzare la gestione dei rifiuti a livello globale e la necessità di promuovere modelli di consumo e produzione sostenibili per affrontare la crisi dell’inquinamento da rifiuti.

Il tema del 2026 è il rifiuto alimentare, che rappresenta spesso la frazione predominante dei rifiuti urbani. Nel report What a Waste 3.0 della Banca Mondiale emerge infatti che il rifiuto alimentare costituisce in media il 23% dei rifiuti nei Paesi ad Alto Reddito e il 50% nei Paesi a Basso Reddito. Di conseguenza, è prioritario prevenirne la produzione e secondariamente gestirli in un’ottica di valorizzazione (ad esempio tramite compostaggio o digestione anaerobica). Questo aspetto è particolarmente rilevante nei Paesi a Basso Reddito, in cui spesso opera AWARE e dove quote consistenti sono ancora smaltite in discariche incontrollate a cui si associano i maggiori rischi per la salute e l’ambiente.

Una corretta gestione del rifiuto alimentare, affiancata a strategie efficaci di prevenzione dello spreco, può avere effetti positivi anche su larga scala. Clark et al. (2020) evidenziano che per raggiungere gli obiettivi degli Accordi di Parigi sul Clima, è necessario intervenire anche sul sistema alimentare, inclusi i rifiuti a esso associati. Oltretutto, più del 50% delle emissioni di gas serra associate agli sprechi alimentari è attribuibile a cattivi comportamenti (Yin et al., 2026).

Negli ultimi anni AWARE ha svolto numerosi progetti dedicati al tema del rifiuto alimentare.

  • Progetto REDUCE (Ricerca, EDUcazione, ComunicazioneE: un approccio integrato per la prevenzione degli sprechi alimentari). In particolare, dal 2016, AWARE è stato coinvolto nella definizione di una metodologia per la quantificazione dello spreco alimentare e dell’entità del rifiuto prevenibile, nell’ambito delle analisi merceologiche dei rifiuti. Ne è risultato che circa il 15-20% in peso del rifiuto residuo contiene scarti di cibo, e quasi un terzo di questo è evitabile! Nel rifiuto organico differenziato siamo invece al 25% di cibo evitabile.

Numerose sono state le iniziative di divulgazione in merito al progetto. Per approfondimenti sono disponibili inoltre alcune pubblicazioni:

Documento di sintesi dei risultati del progetto

Addressing food wastage in the framework of the UN Sustainable Development Goals

Di particolare importanza risulta quindi la partecipazione, nel 2019, alla riunione dell’Expert Group sui rifiuti alimentari, in cui esperti di ONU e di ISWA hanno discusso sull’approccio e sulla fattibilità delle metodologie di misura individuate delle Nazioni Unite sulla misura dello spreco alimentare.

  • Dottorato di ricerca sulle modalità di conferimento del rifiuto alimentare in cui è stata analizzata l’attuale modalità di conferimento in sacchetti in bioplastica per valutare come risolverne le criticità. L’intera filiera di trattamento del rifiuto organico è infatti significativamente influenzata dalla tipologia di sacchetto utilizzato per la raccolta. Sono stati analizzati sia gli aspetti gestionali negli impianti che gli impatti ambientali.


LCA della prevenzione dei rifiuti da imballaggi. Da non trascurare infine le analisi del ciclo di vita svolte per prevenire i rifiuti e ridurre gli impatti ambientali associati degli imballaggi alimentari.

Settimana di visiting in Cile

Durante la Settimana dell’Epifania, Lucia Rigamonti è stata ospitata da Felipe Vargas dell’Instituto de Obras Civiles della Facultad de Ciencias de la Ingeniería dell’Universidad Austral de Chile in Valdivia. Durante tale periodo è stato così possibile conoscere le attività di ricerca che Felipe ha portato avanti e sta portando avanti dopo aver conseguito il titolo di dottore di ricerca per il quale nel 2018 era stato ospite del gruppo di ricerca AWARE.

La sua attività si concentra sull’utilizzo dei residui dalle attività minerarie per la produzione di materiali che possano essere utilizzati in sostituzione del cemento e/o degli aggregati naturali. Qua trovate maggiori informazioni sui suoi progetti. È stato anche possibile visitare l’impianto pilota di trattamento dei residui minerari installato presso la Pontificia Universidad Católica de Chile in Santiago. È stata infine l’occasione per presentare le attività di ricerca di AWARE in termini di applicazioni della metodologia LCA: qui trovate la presentazione.

AWARE in Burundi e Repubblica Democratica del Congo

Ha preso il via il progetto ECOCIRC – L’économie circulaire au service du Lac Tanganyika et de ses riverains”, che vedrà il nostro coinvolgimento in Burundi e nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) fino al 2027.

Finanziato dall’Unione Europea, il progetto è implementato da un consorzio che vede LVIA come capofila, in collaborazione con AVSI e con diversi partner locali: COPED e BBIN in Burundi, AHDS e Caritas in RDC. L’obiettivo principale è individuare e sviluppare soluzioni per ridurre e gestire i rifiuti solidi urbani attraverso modelli di economia circolare, contribuendo allo stesso tempo alla tutela della biodiversità e alla qualità della vita delle comunità che vivono attorno al lago Tanganyika, ad oggi seriamente minacciato dall’inquinamento, in particolare dai rifiuti plastici.

Rifiuti plastici lungo la riva del lago Tanganyika a Bujumbura

Il progetto si inserisce nel programma europeo TAKIWAMALake Tanganyika Water Management Project Phase II, successivo a LATAWAMALake Tanganyika Water Management, che ha l’obiettivo di gestire e preservare la qualità delle acque e la biodiversità dei bacini dei laghi Tanganyika e Kivu.

Le aree interessate da ECOCIRC sono distribuite in cinque territori che coinvolgono i due Paesi:

  • Burundi: Bujumbura Mairie, Bujumbura Rural, Rumonge;
  • RDC: Uvira e Baraka.

Dal 13 al 20 novembre si è svolta la prima missione sul campo, che ha visto la partecipazione di Mary Jo Nichilo e Mario Grosso, con l’obiettivo di effettuare una valutazione preliminare dello stato di fatto della gestione dei rifiuti, integrando l’analisi bibliografica già svolta con una ricognizione diretta dei territori di Bujumbura e Rumonge.

La pianificazione originaria della missione comprendeva anche un sopralluogo nella città di Uvira, che non è stato possibile realizzare a causa della situazione politica della RDC. Tuttavia, per garantire continuità alle attività previste, lo staff della RDC si è recato a Bujumbura, mettendo a disposizione materiale fotografico e videografico relativo a Uvira, così da consentire una prima valutazione a distanza e un confronto sulle successive attività in territorio congolese.

Durante la missione sono stati incontrati diversi stakeholders:

– a Bujumbura:

  • il Dipartimento di Acqua e Igiene presso il Ministero dell’Ambiente (direttore e un membro dello staff tecnico);
  • l’ufficio nazionale di OBUHA (Office Burundais de l’Urbanisme, de l’Habitat et de la Construction);
  • alcune imprese private attive nella raccolta e/o nel trattamento dei rifiuti;
  • il Consorzio per la Valorizzazione dei Rifiuti in Burundi, condotto dall’ONG FIADI (Femmes Ingénieures Actives pour le Développement Inclusif) e comprendente anche lo studio di consulenza L’Urbaniste;

– a Rumonge:

  • il municipio (segretaria e sindaco);
  • l’ufficio comunale di OBUHA.
Focus group organizzato da POLIMI e LVIA con alcune imprese private attive nella raccolta e/o nel trattamento dei rifiuti a Bujumbura

Sono stati inoltre effettuati sei sopralluoghi e visite di campo:

– a Bujumbura:

  • la discarica incontrollata di Mubone;
  • un punto di accumulo della plastica lungo uno dei corsi d’acqua che sfociano nel lago Tanganyika e le rive del lago stesso;
  • l’impianto di selezione della plastica dell’impresa New Energy;
  • l’impianto di selezione e riciclo della plastica dell’impresa NVPH;

– a Rumonge:

  • il mercato e alcuni punti di accumulo di rifiuti circostanti;
  • il sito individuato per la futura discarica.

In seguito alla missione saranno predisposte alcune raccomandazioni operative per le fasi successive del progetto. AWARE sarà inoltre coinvolto in un’attività formativa dedicata ai temi dell’economia circolare, rivolta al personale di AVSI, che avrà il compito di proporre e coordinare un comitato interdisciplinare in RDC. L’obiettivo è definire e condividere una metodologia da mettere a disposizione degli attori del sistema di gestione dei rifiuti solidi urbani, affinché possano valutarla e adottarla. La metodologia si struttura in quattro fasi:

  1. identificazione dei problemi e delle relative conseguenze;
  2. proposta e valutazione di soluzioni adeguate;
  3. elaborazione di un piano d’azione;
  4. implementazione delle azioni, inizialmente in forma pilota e con possibile estensione successiva.
Ingresso alla discarica di Mubone (Bujumbura): si osservano al centro i camion “assaliti” dai raccoglitori di rifiuti, a sinistra una pozza di percolato e cumuli di plastica che è stata separata dai rifiuti indifferenziati
Discarica di Mubone (Bujumbura)

BISSAU LIMPU – Meno Rifiuti, Più Opportunità: AWARE in Guinea-Bissau

Ha preso il via il progetto BISSAU LIMPU – MENOS RESIDUOS, MAIS OPORTUNIDADES, che vedrà il nostro coinvolgimento sul territorio di Bissau, capitale della Guinea-Bissau, fino al 2029. Il Politecnico di Milano, attraverso il gruppo di ricerca AWARE, partecipa a questa iniziativa di cooperazione internazionale in qualità di partner associato. Il progetto, finanziato dall’Unione Europea e promosso da ACRA, è realizzato in collaborazione con ISF-MI (Ingegneria Senza Frontiere Milano), ManiTese, Està (Economia e Sostenibilità) e RENAJ (Rede Nacional das Associações Juvenis).

L’obiettivo del progetto è contribuire al miglioramento della gestione dei rifiuti solidi nella città di Bissau, promuovendo pratiche di economia circolare e la valorizzazione dei materiali di scarto.

Dall’8 al 22 maggio si è svolta la prima missione sul campo, che ha visto la partecipazione di Francesca Villa, Mary Jo Nichilo e Mario Grosso, con l’obiettivo di validare le informazioni acquisite tramite un lavoro di revisione bibliografica e di raccogliere ulteriori dati aggiornati sulla produzione e sulla gestione dei rifiuti solidi urbani a Bissau.

Durante la missione, sono stati incontrati numerosi stakeholder:

  • la Camera Municipale di Bissau (CMB) – sindaco e segretaria generale;
  • il Dipartimento di Saneamento – presidente e alcuni funzionari;
  • operatori della raccolta pubblica dei rifiuti;
  • lavoratori dello spazzamento stradale pubblico;
  • 4 associazioni di bairros;
  • operatori privati attivi nella raccolta dei rifiuti;
  • soggetti coinvolti nel trattamento di materiali riciclabili (vetro e organico).

Sono stati inoltre effettuati sopralluoghi in alcuni punti strategici:

  • l’attuale discarica incontrollata (Safim);
  • l’ex-discarica incontrollata (Antula);
  • il parco mezzi della CMB;
  • 4 bairros (Granja, Belem, Militar e Bandim)
Discarica
Discarica di Safim, conferimento e dettaglio dei rifiuti

Per comprendere meglio le dinamiche operative del sistema esistente, è stata inoltre direttamente seguita un’attività di raccolta dei rifiuti effettuata da un camion della CMB.

Terminata la missione, proseguirà una raccolta dati sul campo coordinata da remoto, con l’obiettivo di redigere uno studio tecnico e definire, di conseguenza, una prima serie di proposte per una gestione integrata dei rifiuti. Tali proposte saranno successivamente condivise e discusse attraverso tavoli di concertazione e processi partecipativi con le comunità locali, con l’obiettivo di avviare una fase iniziale di implementazione in 5 bairros pilota: Granja, Belem, Militar, Bandim e Cuntum.

Focus group organizzato da ACRA, ISF-MI e POLIMI con alcuni funzionari del Dipartimento di Saneamento

I rifiuti e la Città Eterna

Anche se probabilmente in ambito internazionale si tende ancora ad associare Napoli e la Campania all’emergenza rifiuti in Italia, da tempo il vero hotspot è diventato la Regione Lazio, e la Città Eterna in particolare. Dopo la chiusura della mega-discarica di Malagrotta nel 2013, infatti, la Regione ha faticato a mettere in atto un sistema di gestione moderno e avanzato, finendo relegata tra quelle con i peggiori risultati in Italia. Di questo si parla nell’ultimo editoriale su Waste Management & Research, che prende spunto dalla recente esperienza dello Spazzatour 2024.

L’editoriale è disponibile ad accesso libero qua

Cronache dallo Spazzatour 2024 in Lazio

Anche quest’anno, nel mese di febbraio, 50 ragazzi del Politecnico di Milano, di formazione diversa, sono stati accompagnati dal prof. Mario Grosso e dalla prof.ssa Lucia Rigamonti a visitare degli impianti di trattamento di rifiuti. La meta scelta è stata la regione Lazio e sono stati visitati un impianto TMB e un termovalorizzatore.

Nel Lazio la frazione indifferenziata viene pretrattata e poi inviata a impianti di termovalorizzazione o a discarica. Ad oggi sono attivi, infatti, 11 impianti per il trattamento meccanico (TM) o meccanico biologico (TMB), mentre il numero di impianti per la termovalorizzazione si riduce a uno. Di conseguenza il combustibile solido secondario (CSS) prodotto non può essere utilizzato nella sua totalità all’interno della regione e viene parzialmente trasportato al di fuori della stessa o, talvolta, all’estero.

Dopo aver incontrato per casualità alcuni camion dell’ATAC lungo il tragitto verso l’impianto, i ragazzi sono giunti a Guidonia Montecelio (RM) per visionare il TMB. I gestori dell’impianto di Ambiente Guidonia hanno accolto calorosamente tutto il gruppo e hanno guidato la visita.
Il rifiuto indifferenziato che arriva all’impianto (circa 100.000 tonnellate all’anno), dopo aver superato il controllo radiometrico, viene scaricato in un’area di ricezione e sottoposto ad un trituratore apri sacchi. Viene quindi fatto passare per un vaglio, che divide, su base dimensionale, in due, il flusso. Il sottovaglio contiene un’alta percentuale di organico, per cui, previa deferrizzazione, risulta necessario stabilizzarlo biologicamente in una vasca apposita. La frazione organica stabilizzata (FOS) risultante è al momento destinata a discarica (o, in certi casi, a termovalorizzazione), in quanto non è ancora stato indentificato il possibile utilizzo nella specifica situazione regionale (potrebbe essere utilizzata in operazioni di ripristino ambientale, quali il riempimento di cave dismesse o la ricopertura di discariche).

Sala di manovra della benna che alimenta il rifiuto in ingresso all’impianto TMB di Guidonia Montecelio (RM)

Vasca di bioessiccazione della frazione organica putrescibile dell’impianto TMB di Guidonia Montecelio (RM)

La restante frazione secca (sopravaglio) subisce un’altra serie di trattamenti quali la rimozione dei metalli e una separazione aeraulica al fine di distinguere due frazioni: la frazione pesante, poi inviata ad altri impianti per operazioni di ulteriore recupero di materiali ancora recuperabili, e la frazione leggera, sottoposta a triturazione e deferrizzazione per ottenere il CSS (classe 321), poi mandato a termovalorizzazione. L’impianto è di recente avviamento ed è in fase di espansione.

Il termovalorizzatore visitato, l’unico della regione, si trova a San Vittore del Lazio (FR) ed è gestito da Acea Ambiente. Suddiviso su tre linee identiche e indipendenti, è in grado di trattare circa 390.000 tonnellate di rifiuto sotto forma di CSS all’anno. Tramite il processo di incenerimento avviene una significativa riduzione del peso e del volume dei rifiuti da smaltire e, soprattutto, viene recuperato il contenuto energetico dei materiali presenti per la produzione di energia elettrica, che viene immessa nella rete nazionale. La combustione avviene su griglia mobile e la raccolta delle ceneri pesanti è di tipo sia a umido sia a secco, in base alla linea. Le ceneri pesanti vengono successivamente recuperate in altri impianti. La linea di trattamento dei fumi è caratterizzata da una doppia depolverazione (precipitatore elettrostatico e filtro a maniche), intramezzata da una fase di rimozione dei gas acidi con bicarbonato di sodio, e da un catalizzatore finale volto alla riduzione selettiva degli ossidi di azoto. Nello stesso reattore a secco del bicarbonato viene dosato anche il carbone attivo, al fine di rimuovere principalmente metalli pesanti e diossine. Anche questo impianto è in via di espansione: è prevista la realizzazione di una quarta linea entro il 2025, che consentirà di mandare in revamping due delle attuali linee esistenti.

Scorcio di una delle tre camere di combustione dell’impianto di termovalorizzazione di San Vittore del Lazio (FR)

Tra una visita e l’altra, gli studenti hanno avuto l’opportunità di assistere ad un convegno organizzato dall’università Tor Vergata di Roma, in cui sono stati esaminati la situazione attuale del sistema di gestione integrata dei rifiuti del Lazio e di Roma Capitale e i relativi potenziali sviluppi futuri. Tra i diversi interventi, sono stati fatti un approfondimento sul recupero dei residui solidi di combustione e uno sul termovalorizzatore di cui si doterà la regione nel breve termine. Nel contempo alcuni ragazzi hanno avuto modo di confrontarsi con un gruppo di manifestanti contrari alla realizzazione del nuovo termovalorizzatore, traendo interessanti spunti di riflessione sulle motivazioni che rendono controverso questo tema a livello sociale.
L’insieme delle tre attività ha permesso ai partecipanti di comprendere più approfonditamente il sistema di gestione dei rifiuti della regione Lazio ed eventualmente di confrontarlo con quello della propria regione di origine. È stato reso chiaro a tutti che dei miglioramenti possono essere fatti e che c’è un lavoro continuo di ricerca finalizzato all’efficientamento del sistema e, soprattutto, alla riduzione dei rifiuti destinati a discarica. L’augurio è che gli studenti siano riusciti a valutare criticamente la situazione e che abbiano fatto tesoro delle attività svolte, in modo che possano potenzialmente tornare utili nel loro futuro lavoro.

Testo di Francesca Neri, con il contributo di Mary Jo Nichilo

SPAZZATOUR 2024: alla scoperta della gestione dei rifiuti in Lazio

Dopo la Campania, AWARE e gli studenti del Politecnico di Milano si dirigono in Lazio per approfondire il tema della gestione dei rifiuti nella regione stessa. Tra il 24 e il 28 febbraio 2024 i ragazzi, accompagnati da Mario Grosso e Lucia Rigamonti, si muoveranno tra Roma e i dintorni per visitare alcuni impianti di trattamento e cercare di comprendere la situazione e i problemi che affliggono la capitale.

Insieme agli studenti del corso di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio dell’università di Tor Vergata, verranno visitati due impianti di trattamento dei rifiuti. In entrambi i casi saranno i gestori degli stessi a fare da guide e a rispondere alle domande di ragazzi e docenti.
Lunedì 26 febbraio si visiterà, in mattinata, l’impianto di trattamento meccanico-biologico di Guidonia, dove avviene la produzione di un combustibile solido secondario, destinato alla produzione di energia, e di una frazione organica stabilizzata, che può essere utilizzata per il ripristino ambientale.
Il rapporto tra Roma e i rifiuti è piuttosto conflittuale ed è ben noto a tutti che ci siano delle problematiche nella gestione degli stessi. Per capire meglio quali siano i nodi da sciogliere, è stato organizzato un convegno in collaborazione con l’Università Tor Vergata di Roma per il pomeriggio del 26 febbraio (vedi la locandina in fondo al post), in cui si parlerà della situazione attuale di gestione dei rifiuti e degli scenari futuri, facendo un particolare riferimento al termovalorizzatore di cui si doterà la capitale nei prossimi anni.
Il giorno successivo, martedì 27 febbraio, sarà la volta del termovalorizzatore di San Vittore del Lazio, il più grande della regione, dove i rifiuti vengono bruciati per produrre energia elettrica.

Lo scopo dell’attività è duplice. Si pone in primis l’obiettivo di informare i ragazzi di quale sia la condizione in una regione importante e non troppo distante dalla Lombardia, caso già noto a molti. In secondo luogo, si cerca di stimolare una lettura critica e propositiva della situazione, accogliendo domande e ragionamenti. A questo proposito, è favorevole l’integrazione tra le due università, di Milano e Roma, nel far venire a contatto studenti con background e quotidianità differenti.

Testo di Francesca Neri

Cronache dallo SpazzaTour: visita agli impianti di trattamento dei rifiuti in Campania

Rifiuti in ingresso all’impianto di selezione multimateriale Nappi Sud a Battipaglia (SA)

Il gruppo AWARE, insieme a 50 studenti e studentesse del Politecnico di Milano, ha partecipato allo SpazzaTour 2.0, tenutosi dal 23 al 25 marzo tra le province di Napoli e Salerno, per visitare i sistemi di gestione e gli impianti di trattamento dei rifiuti urbani nella Regione Campania.  

Il tour, organizzato in collaborazione con ARPA Campania, si è sviluppato seguendo il percorso di trattamento della frazione indifferenziata e di quelle riciclabili dei rifiuti urbani. 

Nella Regione i rifiuti indifferenziati sono trattati negli impianti TMB (trattamento meccanico – biologico) per produrre CSS (combustibile solido secondario), poi utilizzato come combustibile alternativo al termovalorizzatore di Acerra (NA). L’impianto di termovalorizzazione di Acerra, gestito da A2A, è dotato di tre linee per l’incenerimento, tramite dei forni a griglia mobile inclinata a dente di sega, e per il trattamento dei fumi. Il recupero energetico avviene tramite un’unica turbina a condensazione che permette di produrre energia elettrica.  

Camera di combustione del termovalorizzatore di Acerra (NA)

Le scorie, raccolte con un sistema a umido, sono inviate al nuovissimo impianto di recupero delle ceneri di Marigliano (CE), gestito da RI.GENERA. Le ceneri pesanti sono lasciate maturare in cumuli per circa 2 settimane, durante le quali avvengono reazioni di carbonatazione, processi di evaporazione dell’umidità e reazioni di ossidazione dei metalli, come l’alluminio, che producono idrogeno e scoppi. Sarà poi implementata un’ultima sezione per la raffinazione del materiale inerte delle ceneri per la produzione di End of Waste da vendere all’industria dell’edilizia. 

Ecoballe nella piazzola a Caivano (NA) di SAPNA

Durante gli anni dell’emergenza rifiuti in Campania i rifiuti indifferenziati sono stati imballati e stoccati in siti specifici. Nelle piazzole impermeabilizzate – come quella gestita da SAPNA a Caivano (NA) – le cosiddette ecoballe sono impilate in tronchi di piramide e ricoperte da un telo in HDPE che non permette l’infiltrazione delle acque meteoriche. Le ecoballe, accumulate durante l’emergenza rifiuti, si stanno pian piano smaltendo; in particolare, in Campania sono trattate negli STIR (Stabilimenti di Tritovagliatura ed Imballaggio Rifiuti) – come quello gestito da A2A a Caivano (NA) – dove subiscono una fase di triturazione, di separazione dimensionale e aeraulica, per produrre CSS di differente qualità, inviato all’estero o in cementifici e termovalorizzatori del Nord Italia. 

Smantellamento delle ecoballe (Caivano, NA)

Le ultime tre tappe del tour hanno coinvolto gli impianti per la selezione e il riciclo dei materiali riciclabili dei rifiuti urbani. Nell’impianto di selezione multimateriale di Battipaglia (SA) della società Nappi Sud, i rifiuti in ingresso, provenienti sia dalla raccolta dei rifiuti urbani sia da attività commerciali, seguono diverse fasi per selezionare i prodotti, in base alla tipologia di polimero, al colore o alle caratteristiche dimensionali del materiale.

Selezione nell’impianto di selezione multimateriale Nappi Sud (Battipaglia, SA)

La cartiera di Pellezzano (SA) di Cartesar SpA tratta i rifiuti in carta e cartone dalla raccolta differenziata per ottenere un prodotto totalmente costituito da materiale riciclato. L’impianto di Sada SpA a Pontecagnano Faiano (SA) produce folding carton per imballaggi, utilizzando sia materiale vergine sia riciclato. 

Il tour si è concluso con un evento con l’Assessorato all’Istruzione e l’Assessorato all’Ambiente di Battipaglia, con Legambiente e CONAI, per dialogare con gli studenti e le studentesse delle scuole di Battipaglia sulla gestione dei rifiuti in Campania. 

Evento conclusivo con le scuole di Battipaglia (SA)

Maggiori dettagli sugli impianti visitati sono disponibili qui

SPAZZATOUR 2.0: alla scoperta degli impianti di gestione e trattamento dei rifiuti in Campania

Dopo 12 anni, AWARE e il Politecnico di Milano tornano in Campania per immergersi nuovamente nella gestione dei rifiuti e per ri-visitare i più importanti impianti di trattamento nella Regione. 

La storia della gestione dei rifiuti urbani in Campania vede un periodo critico dal 1994 al 2012, quando gli impianti di smaltimento dei rifiuti erano giunti a saturazione, portando a dei malfunzionamenti dell’intero sistema e all’abbandono dei rifiuti nelle strade delle città. In questo contesto, si è messo in atto un piano per rispondere allo stato di emergenza. Tale piano prevedeva la progettazione, costruzione e l’integrazione nel sistema di gestione di nuovi impianti di trattamento meccanico e biologico dei rifiuti urbani, di termovalorizzazione e di trattamento dei materiali riciclabili o biodegradabili, nonché la promozione della raccolta differenziata, che negli anni si è sviluppata in maniera importante grazie alla collaborazione dei cittadini. 

Sulle tracce di quanto già svolto nel 2011, ARPA Campania guiderà i docenti, i ricercatori e gli studenti del Politecnico di Milano nel tour, che si terrà dal 23 al 25 marzo tra le province di Napoli e Salerno. 

Nel dettaglio, giovedì 23 marzo si visiterà l’impianto di Caivano (NA), dove avviene lo stoccaggio e trattamento meccanico e biologico delle ecoballe e della frazione indifferenziata dei rifiuti per la produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario). Ad Acerra (NA) si farà visita al termovalorizzatore e a Marigliano (NA) al nuovo impianto di trattamento delle ceneri. 

Nella giornata di venerdì 24 marzo è prevista la visita alle cartiere di Pellezzano (SA) e Pontecagnano (SA), specializzate nel processo di riciclo di carta e cartone. A Battipaglia (SA) ci si recherà all’impianto di selezione delle plastiche raccolte per via differenziata. 

Per concludere il tour, sabato 25 marzo il gruppo AWARE parteciperà all’evento di chiusura a Battipaglia, organizzato in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente e l’Assessorato all’Istruzione, ARPA Campania e Legambiente, per incontrare gli studenti delle scuole locali e dialogare sull’attuale gestione dei rifiuti nella Regione Campania.