BISSAU LIMPU – Meno Rifiuti, Più Opportunità: seconda visita di campo di AWARE in Guinea-Bissau

Dopo la prima visita di campo di maggio 2025, AWARE è tornato in Guinea-Bissau nell’ambito del progetto BISSAU LIMPU – Menos Resíduos, Mais Oportunidades, finanziato dall’Unione Europea, promosso da ACRA e realizzato in collaborazione con ISF-MI, Mani Tese, ESTÀ, RENAJ e POLIMI.

Dall’8 al 21 marzo, Mary Jo Nichilo e Francesca Villa (in qualità di ISF-MI) si sono recate in loco con l’obiettivo di avviare un’analisi di fattibilità su possibili soluzioni progettuali da implementare nei cinque bairros pilota – Granja, Belem, Militar, Bandim e Cuntum –, da discutere successivamente con le comunità locali e validare con la Camera Municipale di Bissau (CMB).

La visita si è concentrata su due ambiti principali, individuati come prioritari a seguito della fase di studio tecnico svolto nel 2025:

  • Sistema pubblico di raccolta dei rifiuti
    Sono state approfondite alcune criticità legate alla capacità della CMB di garantire un servizio efficiente. In particolare:

– il numero di ecopontos (punti di raccolta) risulta insufficiente

– la loro collocazione è spesso poco accessibile

– le operazioni di svuotamento risultano complesse, rallentando il servizio e allungando i tempi di raccolta.

  • Gestione della frazione organica
    Circa il 37% dei rifiuti solidi urbani prodotti dalla città di Bissau è costituito da frazione organica, attualmente non valorizzata. In quest’ottica, si sta valutando l’introduzione di compostiere comunitarie come possibile soluzione a scala locale.

Per affrontare questi temi, la trasferta ha previsto diversi momenti di confronto con stakeholder locali:

  • Dipartimento di Saneamento della CMB
    Sono stati coinvolti direttore, vicedirettore e alcuni operatori del servizio, con l’obiettivo di analizzare le criticità operative riscontrate durante la raccolta e avviare un dialogo verso una visione condivisa di ecopontos migliorati.
  • Associazioni del Bairro Militar
    Tre associazioni locali attive in ambito ambientale (Associação dos Moradores do Bairro Militar – AMA-BM, Rede da Associaçao Juvenis da Guiné-Bissau – RAJ-GB, LIga para PROteçao da Natureza e Ambiente – LIPRONA) sono state coinvolte in momenti di scambio e co-progettazione di compostiere comunitarie. In particolare:

– è stata presentata loro una panoramica teorica sul compostaggio

– sono state discusse insieme possibili soluzioni di compostiere comunitarie

– sono stati individuati potenziali siti di installazione

– è stato esplorato il possibile coinvolgimento diretto delle associazioni nella gestione.

  • Associazione delle donne commercianti del mercato di Caracol (associação de mulheres vendedoras e grossistas de legumes)
    Considerando il ruolo dei mercati come grandi generatori di rifiuto organico, l’incontro ha permesso di raccogliere alcuni primi spunti per la gestione di tale frazione.

Parallelamente agli incontri, sono stati effettuati sopralluoghi in diverse aree potenzialmente idonee all’installazione di ecopontos migliorati e compostiere comunitarie

Conclusa la trasferta, il lavoro proseguirà con l’elaborazione delle informazioni raccolte sul campo, con l’obiettivo di:

  • convergere sulla proposta di un piano di gestione integrata dei rifiuti solidi (PIGRSU)
  • avviare, entro la fine dell’anno, la prima fase di implementazione di soluzioni pilota.

Foto scattate durante gli incontri con le tre associazioni del Bairro Militar, avviati per sviluppare un percorso di co-progettazione dedicato alla realizzazione di compostiere comunitarie

Quantificazione dei benefici ambientali del riutilizzo di beni

È ora online e pubblicato nel numero speciale Effective Waste Management towards Promoting Circular Economy della rivista Environmental Science and Pollution Research l’articolo dal titolo: “Quantification of the environmental benefits of the reuse of goods”.

Lo studio propone una metodologia per quantificare gli impatti ambientali associati al riutilizzo di beni, attraverso lo sviluppo di un modello ad hoc basato sull’approccio del Life Cycle Assessment (LCA).

Nella formulazione del modello sono stati introdotti tre parametri chiave:

  • tasso di sostituzione: indica in che misura l’acquisto di un bene usato sostituisce effettivamente l’acquisto di un bene nuovo;
  • tasso di qualità: rappresenta la qualità del bene usato in termini di durata media attesa, comparata a quella di un prodotto nuovo;
  • tasso di prestazione energetica: confronta il consumo energetico di un bene nuovo rispetto a quello di un bene usato equivalente.

Come proof of concept, la metodologia è stata applicata a un centro del riuso situato in Italia, una struttura dedicata alla raccolta di beni usati che altrimenti sarebbero smaltiti, permettendone invece il ritiro da parte di altri utenti per un nuovo utilizzo.

Lo studio da un lato intende colmare una lacuna nella letteratura scientifica, offrendo un modello e un caso applicativo per valutare i benefici ambientali delle attività dei centri del riuso; dall’altro, sottolinea il ruolo cruciale della consapevolezza dei consumatori nel tradurre le pratiche di prevenzione dei rifiuti in effettivi vantaggi ambientali.

Per approfondire, la pubblicazione completa è disponibile a questo link.