XVII Convegno dell’Associazione Rete Italiana LCA

I giorni 28-30 Giugno si è tenuto presso il Politecnico di Milano (Aula Rogers, Edificio 11) il XVII Convegno dell’Associazione Rete Italiana LCA “30 anni di Life Cycle Assessment: sviluppi metodologici e applicativi”. L’evento è stato un momento di riflessione sui traguardi raggiunti in questo settore, tramite le evoluzioni metodologiche sviluppate e le esperienze applicative in grado di garantire una vera e sostanziale rivoluzione verde a livello nazionale ed internazionale.

Sul sito del convegno è possibile vedere quello che è stato il programma completo dei tre giorni, con i nomi di tutte le persone intervenute e i titoli delle varie presentazioni.

Il gruppo di ricerca AWARE ha partecipato con 4 presentazioni:

Il bilancio del convegno è assolutamente positivo, con circa 150 presenze da tutta Italia, ed è stata un’importante occasione di confronto per tutti coloro che si occupano di analisi al ciclo di vita in tutte le sue declinazioni, non solo ambientale ma anche sociale ed economica, mostrando come questa metodologia si possa applicare in moltissimi campi.

Sequestro di CO2 in acque marine: motivazione, opportunità e metodi

Soluzioni per stoccare CO2 sono indispensabili al fine di limitare gli impatti del riscaldamento globale evitando un innalzamento della temperatura media globale superiore ai 2°C.

Le motivazioni, opportunità e metodi per il sequestro di CO2 in acque marine, che è oggetto di studio al Politecnico di Milano e all’Università di Milano Bicocca, sono stati presentati a Milano i giorni 8 e 9 maggio in occasione dell’evento divulgativo “Oceano AmiCO2”.

All’evento sono stati mostrati i risultati del progetto di ricerca Desarc-Maresanus e della nuova tecnologia per produrre idrossido di calcio decarbonizzato Limenet. L’agenda dell’evento e gli abstract degli interventi sono riportati qui in basso.

Convegno dell’Associazione Rete Italiana LCA

Nel 1993, nelle Guidelines for Life-Cycle Assessment: A “Code of Practice” della Society of Environmental Toxicology and Chemistry (SETAC), viene definita per la prima volta la struttura della metodologia Life Cycle Assessment (LCA).

A trent’anni dalla nascita, la valutazione del ciclo di vita LCA ha conosciuto ampi sviluppi di tipo metodologico e notevole espansione in diversi ambiti applicativi, sia nel contesto politico sia nel contesto industriale. Le politiche costituiscono un forte traino alla diffusione dell’approccio Life Cycle Thinking (LCT) e della metodologia LCA, ormai richiamata pervasivamente all’interno dei documenti di indirizzo e nei programmi per la transizione ecologica sia europei sia nazionali. Allo stesso tempo, il mercato riconosce sempre di più il ruolo della metodologia LCA quale strumento scientifico a supporto dei processi decisionali, di certificazione e di marketing ambientale, onde evitare fenomeni di greenwashing. La metodologia LCA dimostra inoltre la flessibilità di essere applicata in diversi settori e a diverse scale (dal prodotto al territorio).

Il Convegno della Rete Italiana LCA del 2023 vuole essere un momento di riflessione sui traguardi raggiunti, tramite le evoluzioni metodologiche sviluppate e le esperienze applicative in grado di garantire una vera e sostanziale rivoluzione verde a livello nazionale ed internazionale.

Il gruppo AWARE, in particolare con Camilla Tua e Lucia Rigamonti, partecipa all’organizzazione del Convegno.

Si ricorda che la scadenza per l’invio di un contributo è oramai prossima essendo il 31 marzo!

Sul sito del Convegno trovate tutte le informazioni necessarie per l’invio del contributo.

Raccolta selettiva delle bottiglie in PET: spunti di riflessione a valle del Convegno di ANCI e CONAI

Roma, 14 febbraio 2023

AWARE ha partecipato al Convegno “Gestione dei rifiuti, economia circolare e PNRR: le nuove sfide e l’impatto per i Comuni” promosso da Associazione Italiana dei Comuni Italiani (ANCI) e CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi, la cui registrazione è disponibile qui.

I relatori del secondo panel, da sinistra: Fabio Costarella (CONAI), Mario Grosso (DICA, Politecnico di Milano), Alberto Bellini (DEI, Università di Bologna), Edoardo Croci (GREEN, Università Bocconi di Milano)

Nel secondo panel intitolato “Presentazione studio inerente a innovazione, qualità ed efficienza nella gestione dei rifiuti – modelli di analisi ed esperienze europee” il Professor @mario ha illustrato i risultati dello studio svolto con la Professoressa @lucia e l’Ingegner @gaia-brussa.

Modalità innovative di raccolta differenziata, raccolte selettive e sistemi a cauzione: l’intervento del gruppo AWARE

Nello studio, attraverso la Material Flow Analysis sono stati analizzati diversi scenari in cui la raccolta differenziata della plastica da imballaggio è stata integrata da modalità innovative come la raccolta selettiva tramite ecocompattatori o il sistema con deposito cauzionale (DRS dall’inglese Deposit-Return System). Dopo aver ricostruito i diversi scenari a livello quantitativo, gli stessi sono stati confrontati attraverso alcuni indicatori come: il tasso di raccolta, il tasso di avvio a riciclo e il tasso di raccolta separata delle bottiglie in PET.

Infatti, il focus dei modelli di raccolta analizzati è stato sui contenitori per bevande (CPL) in PET, di cui vengono immesse sul mercato in Italia circa 13 miliardi di unità all’anno. Inoltre, negli ultimi tempi le bottiglie in PET sono state al centro di diverse discussioni in quanto oggetto sia della direttiva europea Single-Use Plastic Products (SUP) che della più recente bozza di regolamento europeo sui rifiuti da imballaggio . La prima, infatti, ha stabilito gli obiettivi di raccolta separata e di contenuto minimo di materiale riciclato proprio delle bottiglie di plastica; il regolamento, invece, potrebbe prevedere l’obbligatorietà dell’implementazione del DRS per i contenitori monouso per bevande, sia in plastica che in metallo, per cui non sia stato già raggiunto un tasso di raccolta pari al 90% entro il 2027.

In sintesi, il sistema DRS prevede che al prezzo dell’imballaggio venga associato un deposito cauzionale che viene pagato al momento dell’acquisto e che viene restituito nel momento in cui l’imballaggio post-consumo viene consegnato a degli appositi punti di raccolta (automatizzati o meno). Chiaramente, questo tipo di sistema non ha impatti solo sulle abitudini del consumatore, che di fatto perderà la cauzione non riportandp la bottiglia o la lattina, ma anche sugli altri attori della filiera di produzione, raccolta e riciclo degli imballaggi inclusi nel DRS. L’alternativa al DRS, qui chiamata “raccolta selettiva”, non prevede che il meccanismo di incentivazione sia strettamente monetario, ma sfrutta altri sistemi di premialità, come sconti e raccolte punti, per favorire il conferimento di alcuni specifici packaging separatamente dalla raccolta differenziata tradizionale.

Schema di un sistema con deposito cauzionale; modello basato su un operatore centrale

La possibile introduzione del DRS in Italia ha fatto decisamente discutere: da alcuni la proposta è stata accolta con entusiasmo nella speranza di veder diminuire il numero di bottiglie vuote abbandonate per strada o in ambiente; d’altra parte ci si chiede se imporre uno specifico modello di raccolta non sia una forzatura che rischia di tradursi nella perturbazione di un sistema già assodato e performante, che in Italia si basa sulla stretta collaborazione tra comuni e consorzi di filiera.

Dal punto di vista tecnico, promuovere dei modelli di raccolta mirata delle bottiglie per liquidi alimentari ha il vantaggio di creare un flusso separato di imballaggi post consumo che, essendo ad uso alimentare, possono essere avviati a processi di riciclo closed-loop, ossia che permettono di produrre materiali riciclati nuovamente adatti al food-contact e che quindi potrebbero contribuire agli obiettivi della direttiva SUP, nonché al risparmio di materie prime vergini. Tuttavia, una riflessione più ampia deve tener conto delle variabili comportamentali dei consumatori che vanno ad influire sui modelli di raccolta mirata che si basano su meccanismi incentivanti di diverso tipo. Quindi, al di là delle implicazioni a livello di costi e qualità dei materiali, non è facile prevedere come i consumatori, che nella pratica corrispondono al primo anello della catena di gestione dei rifiuti, potrebbero accogliere e quindi partecipare con più o meno attenzione al tipo di raccolta messa in campo.

Si dice che il miglior rifiuto da gestire è quello non prodotto. Questo sarebbe possibile, ad esempio, consumando acqua di rete invece che acquistando acqua in bottiglie di plastica. Ci si chiede quindi se nel momento in cui verrà fatto passare il messaggio che le bottiglie restituite verranno inviate a riciclo con alta efficienza il cittadino dimenticherà che l’azione migliore è quella della prevenzione.

La sfida sarà proprio trovare il modo di far convivere le diverse tecniche di raccolta con l’obiettivo del conseguimento del minor impatto ambientale possibile.


Oltre all’analisi degli scenari dal punto di vista dei tassi di raccolta e riciclo, è stato presentato uno studio preliminare incentrato sull’aspetto economico: è stato costruito un modello che potesse rappresentare una prima stima del costo o profitto di un sistema DRS per bottiglie monouso in PET da implementare in Italia. Il modello è stato sviluppato congiuntamente al Professor Alberto Bellini, dell’Università di Bologna, e ha tratto ispirazione dall’esperienza svedese, tramite il contatto diretto con Returpack, l’operatore del sistema cauzionale in Svezia.

Durante gli altri panel del convegno hanno partecipato anche diversi rappresentanti del Mase, di ISPRA, Utilitalia, AssoAmbiente e delle Amministrazioni Comunali, che hanno portato diversi spunti di discussione e riflessione, anche da un punto di vista diverso da quello del mondo accademico e più vicino a quello degli operatori del settore.

Meeting annuale SETAC: verso la circolarità nel settore delle plastiche

Dal 30 aprile al 4 maggio si terrà a Dublino il 33° Meeting annuale della Society of Environmental Toxicology and Chemistry (SETAC). Questo evento rappresenta un’importante occasione d’incontro per esperti del mondo accademico, dell’industria e del governo, devoti ai temi della protezione e ripristino ambientale. Il Meeting si propone come strumento per supportare la transizione ad una economia rinnovabile e sostenibile, e per facilitare processi decisionali e politici basati su dati scientifici.

Saremo presenti all’evento presiedendo una sessione dedicata alla riduzione degli impatti ambientali del settore delle plastiche. In questo settore, gli attuali strumenti di gestione dei prodotti e dei flussi in gioco non consentono di evitare severi danni ambientali, in particolare legati alle perdite di microplastiche in ambiente. In questa sessione, esperti della catena di valore del settore delle plastiche esporranno come approcci basati sull’Analisi dei Flussi di Materia (MFA) possano essere combinati con la Valutazione del Ciclo di Vita (LCA), al fine di raggiungere gli ambiziosi obiettivi europei sulla circolarità del settore delle plastiche. I principali flussi del settore verranno analizzati nel dettaglio, ponendo particolare attenzione ad aspetti poco esplorati quali i flussi di plastiche mal gestiti o persi in ambiente (si veda ad esempio il recente report del Joint Research Centre di Ispra dedicato all’Analisi dei Flussi di Materia in Europa). Durante l’incontro si discuteranno anche i possibili effetti tossicologici dovuti alla presenza di additivi nei prodotti di plastica e i possibili vantaggi legati a un design sostenibile e alle innovative pratiche di gestione del fine vita di questi prodotti.

Per ulteriori dettagli sulle altre sessioni del Meeting SETAC, si rimanda al sito ufficiale dell’evento.

“Rifiuti e Life Cycle Thinking” iscrizioni aperte!

E’ disponibile il programma e sono aperte le iscrizioni per la sesta edizione di “Rifiuti e Life Cycle Thinking”, giornata dedicata alla presentazione e discussione di lavori sul tema: “Circolarità e sostenibilità: il ruolo di una corretta gestione dei rifiuti e delle risorse e le potenzialità del Life Cycle Thinking”.

L’evento si svolgerà il giorno Martedì 7 marzo 2023 in presenza presso il Politecnico di Milano, Aula Magna Carassa Dadda (Bovisa).

Prima di procedere con l’iscrizione chiediamo di prendere visione dell’informativa privacy.

Dopo aver preso visione dell’informativa privacy, clicca qui per iscriverti.

Disponibile il materiale del Webinar “Approccio Life Cycle Thinking: sviluppi metodologici e strumenti”

Il materiale presentato durante il webinar del 14 Luglio organizzato dal GDL DIRE della Rete Italiana LCA è disponibile al seguente link:
Webinar “Approccio Life Cycle Thinking: sviluppi metodologici e strumenti” – Rete Italiana LCA

Hanno partecipato al webinar Giuseppe Cecere e Federica Carollo che sono intervenuti sulle seguenti tematiche:

  • Life Cycle Sustainability assessment e Social Life Cycle Assessment: Sviluppi metodologici per implementare analisi degli impatti sociali nella valutazione della sostenibilità
  • Full Environmental Life Cycle Costing della catena di gestione dei rifiuti da Costruzione e Demolizione.

Clicca qui per ulteriori informazioni.


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Approccio Life Cycle Thinking: sviluppi metodologici e strumenti

Il 14/07/2022 si terrà il Webinar organizzato dal Gruppo di Lavoro della Rete italiana LCA DIRE -Development and Improvement of LCA methodology: Research and Exchange of experiences-.

Giuseppe Cecere e Federica Carollo parteciperanno con le seguenti tematiche:

LIFE CYCLE SUSTAINABILITY ASSESSMENT E SOCIAL LIFE CYCLE ASSESSMENT: SVILUPPI METODOLOGICI PER IMPLEMENTARE ANALISI DEGLI IMPATTI SOCIALI NELLA VALUTAZIONE DELLA SOSTENIBILITÀ

Di Giuseppe Cecere

Con la pubblicazione delle nuove linee guida UNEP 2020, la Social Life Cycle Assessment si è andata consolidando per garantire una prassi metodologica condivisa da utilizzare per gli studi di settore. La Life Cycle Sustainability Assessment, rimane inveceancora qualche passo indietro nella definizione di un procedimento standardizzato da portare avanti nell’applicazione. Una delle domande aperte è la necessità di individuare principi adeguati a definire metodi di aggregazione dei risultati che tengano conto della diversa natura delle analisi. I risultati individuati da analisi complete di S-LCA comprendono spesso dati di tipo qualitativo o semi-quantitativo e precludono quindi un’aggregazione numerica con risultati prettamente quantitativi. Allo scopo di garantire una visione olistica degli impatti di un prodotto o di un servizio sui tre pilastri della sostenibilità è necessario approfondire il legame tra le due metodologie.

FULL ENVIRONMENTAL LIFE CYCLE COSTING DELLA CATENA DI GESTIONE DEI RIFIUTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE

Di Federica Carollo

In questo studio viene presentata l’applicazione della Full Environmental Life Cycle Costing (feLCC) alla filiera di gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D) in Lombardia (Nord Italia). La feLCC è una metodologia che oltre a esaminare tutti i costi interni associati al ciclo di vita del processo, direttamente sostenuti dai vari attori della catena di gestione (Enviromental LCC (eLCC)), allinea uno studio di Life Cycle Assessment (LCA) i cui risultati relativi agli impatti ambientali vengono monetizzati con il fine di ottenere i costi delle esternalità ambientali da integrare all’eLCC. L’analisi eLCC pone sotto esame il sistema che va dalla demolizione dell’edificio al riciclo dei rifiuti minerali inerti fino alla re-immisione nel mercato come aggregati riciclati. Le fasi dell’eLCC sono suddivise nella definizione di scopi ed obiettivi, l’analisi dell’inventario e l’interpretazione dei risultati. Tenendo in considerazione gli stessi confini del sistema, l’analisi LCA prevede la definizione degliobiettivi, l’analisi dell’inventario, l’analisi degli impatti ambientali, l’interpretazione dei risultati e, infine, la monetizzazione degli impatti risultanti.

Disponibile qui il programma e il link per accedere all’evento.

Quanta CO2 riassorbe la calce utilizzata nei materiali da costruzione?

La calce è utilizzata in vari settori, tra cui i materiali da costruzione.

Partendo dalla letteratura scientifica disponibile, è stato possibile stimare le potenzialità di assorbimento di CO2 da parte di diversi tipi di materiali da costruzione: malte aeree, malte cementizie e legante in base calce con frammenti di fusti di canapa.

Il lavoro presentato alla conferenza internazionale “Material Science & Smart Materials – MSSM 2021” nell’agosto 2021 è ora disponibile gratuitamente al seguente link.