Coltivare soluzioni per il clima: il ruolo dell’agroforestazione nella rigenerazione dei territori

Il 22 ottobre 2026, presso l’Aula Magna del Campus Leonardo del Politecnico di Milano, si terrà l’evento “Coltivare soluzioni per il clima. Il ruolo dell’agroforestazione nella rigenerazione dei territori”, organizzato dal Politecnico di Milano e da Soulfood Forestfarms nell’ambito dell’Accordo Quadro dedicato alla ricerca, alla sperimentazione e alla divulgazione sull’agroforestazione e sulla rigenerazione dei sistemi agricoli.

L’incontro nasce con l’obiettivo di approfondire il ruolo dell’agroforestazione come possibile soluzione alle sfide climatiche e ambientali, mettendo in dialogo ricerca scientifica, mondo agricolo, imprese e progetti sperimentali sul territorio. 

L’agroforestazione viene considerata infatti non soltanto in relazione alla sua capacità  di contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso l’assorbimento del carbonio, ma anche per il suo potenziale nel favorire la biodiversità, la qualità dei suoli, la gestione delle risorse idriche, la resilienza degli ecosistemi e la diversificazione delle produzioni agricole.

L’evento si aprirà con l’intervento del Prof. Mario Grosso, che presenterà il percorso di decarbonizzazione dell’Ateneo, con particolare riferimento al Piano di Mitigazione delle emissioni di CO₂, agli interventi di riduzione delle emissioni e alle possibili strategie per affrontare le emissioni residue.

Seguiranno gli interventi di Soulfood Forestfarms, dedicati al ruolo dell’agroforestazione come soluzione climatica e rigenerativa, e alla campagna “Agroforestiamo l’Italia”, insieme alla testimonianza di Cascina Bagaggera sull’esperienza di transizione agroecologica e agroforestale. Verranno inoltre presentati alcuni “Research & Innovation Flash Cases” riguardanti progetti di ricerca e sperimentazione sviluppati nell’ambito della collaborazione tra il Politecnico di Milano e Soulfood Forestfarms. 

L’incontro si concluderà con un momento di confronto per discutere le opportunità e le sfide legate alla diffusione di pratiche agroforestali e per individuare possibili sviluppi della collaborazione tra ricerca e territorio.

L’evento si terrà il 22 ottobre 2026, dalle 15:00 alle 17:00, presso l’Aula Magna del Campus Leonardo del Politecnico di Milano (Edificio 1, Piazza Leonardo da Vinci 32). La partecipazione è gratuita previa iscrizione al seguente link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScqvf-YfysC113DP-OJaOReMsSJMUdgikWJBnwnaDG2L4ybJw/viewform.

AWARE al XX Convegno dell’Associazione Rete Italiana LCA

Nei giorni 23, 24 e 25 settembre si è tenuto a Taranto il XX Convegno dell’Associazione Rete Italiana LCA, ospitato presso il Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Le tre giornate hanno visto una significativa partecipazione di università, centri di ricerca e aziende provenienti da tutta Italia e hanno rappresentato un’importante occasione di confronto sul ruolo strategico della LCA e dei metodi life cycle-based per misurare la sostenibilità di prodotti, servizi, organizzazioni e soluzioni circolari, anche alla luce di tecnologie emergenti (AI, sensoristica, piattaforme digitali) e dello sviluppo di dataset LCI.

Le tematiche affrontate hanno riguardato numerosi settori applicativi, tra cui l’agroalimentare, l’energia, la chimica e i materiali, l’edilizia e la siderurgia, la gestione dei rifiuti, l’economia circolare e lo sviluppo di banche dati. Il tema del ciclo di vita è stato quindi approfondito da prospettive differenti, considerando non solo la dimensione ambientale, ma anche quella sociale ed economica della sostenibilità.

Il gruppo di ricerca AWARE ha partecipato al convegno con una moderazione di sessione e quattro presentazioni orali, oltre ad aver ricoperto alcuni ruoli nell’organizzazione scientifica dell’evento.

In particolare, Lucia Rigamonti ha fatto parte del Comitato Scientifico del Convegno e ha moderato la sessione “Approcci metodologici”.

Paula Barbato ha presentato, nella sessione “Energia”, il contributo dal titolo “Comparative Life Cycle Assessment of e-diesel and HVO production”. Il lavoro propone un’analisi LCA comparativa della produzione di due tra i carburanti più discussi come possibili alternative al diesel fossile per le automobili convenzionali: e-diesel e HVO. I risultati mostrano come la tipologia di elettricità utilizzata nella produzione dell’e-diesel influenzi fortemente le sue prestazioni ambientali, mentre per l’HVO diversi sono i fattori che contribuiscono agli impatti. Tuttavia, a causa della mancata accessibilità a dati primari, spesso di natura confidenziale, lo studio si basa in gran parte su dati secondari, sottolineando l’importanza di una maggiore trasparenza e collaborazione tra industria e ricerca.

Giulia Cavenago ha presentato, nella sessione “Rifiuti”, il lavoro “Colmare il divario tra dati secondari e primari nella LCA: il caso della termovalorizzazione in Italia”. La riflessione sul divario tra dataset secondari e primari è stata calata sul caso della termovalorizzazione in Italia. L’obiettivo è stato valutare criticamente la rappresentatività del dataset secondario regionalizzato fornito da ecoinvent per il contesto italiano, confrontandolo con un dataset rappresentativo del parco nazionale costruito bottom-up a partire da dati primari specifici di impianto raccolti dalle dichiarazioni ambientali. In questo modo si è cercato di capire quali differenze vi siano a livello di inventario (LCI) e quanto queste differenze si propaghino a livello di valutazione degli impatti (LCIA).

Mary Jo Nichilo ha presentato, nella sessione “Economia circolare”, il contributo “LCA di pavimentazioni stradali contenenti plastica riciclata da imballaggi poliaccoppiati”. Il lavoro ha valutato, mediante LCA comparativa, le prestazioni ambientali di una pavimentazione stradale contenente plastica riciclata ottenuta da residui di imballaggi poliaccoppiati, confrontandola con una soluzione convenzionale e una modificata con stirene-butadiene-stirene, polimero tipicamente impiegato in forma vergine per migliorare le prestazioni meccaniche delle pavimentazioni stradali. L’analisi ha evidenziato il ruolo determinante della vita utile nel bilancio ambientale, mostrando l’importanza di integrare prestazioni tecniche, durabilità e valutazione del ciclo di vita.

Giovanni Dolci è stato membro del Comitato del Premio Giovani Ricercatori e ha presentato, nella sessione “Life Cycle Assessment e misurazione della sostenibilità”, il contributo dal titolo “LCA per l’ottimizzazione di sistemi innovativi sviluppati alla scala di laboratorio”. Il lavoro ha applicato la LCA a due sistemi innovativi sviluppati alla scala di laboratorio – granuli ibridi per il trattamento delle acque reflue e film a base di caseina per l’intrappolamento di enzimi – con l’obiettivo di valutarne precocemente le prestazioni ambientali. L’analisi ha mostrato come la LCA possa guidare l’ottimizzazione dei sistemi già in fase di sviluppo, evidenziando le principali criticità ambientali e suggerendo interventi migliorativi sui materiali e sui consumi energetici prima dello scale-up.

La partecipazione al convegno ha rappresentato per il gruppo un’importante occasione di condivisione dei risultati della ricerca, confronto con la comunità scientifica e dialogo con diverse realtà attive nel campo della sostenibilità e degli approcci life cycle.

I nomi degli altri relatori e i titoli delle rispettive presentazioni orali sono disponibili nel programma del Convegno.

Aperta la call for abstract dell’ottava Giornata di Studio “Rifiuti e Life Cycle Thinking”

Giovedì 4 febbraio 2027 si svolgerà l’ottava edizione di “Rifiuti e Life Cycle Thinking”, giornata dedicata alla presentazione e discussione di lavori sul tema: “Il Life Cycle Thinking per decisioni più sostenibili nella gestione di rifiuti e risorse”.

Si accettano contributi sia su sviluppi metodologici che su casi studio e applicazioni delle metodologie LCT al contesto della gestione dei rifiuti e dell’economia circolare.

La call for abstracts è ora aperta!

Clicca qui per accedere al form ed inviare il tuo contributo.

La scadenza è il 13 novembre.

Soluzioni per la rimozione della CO₂ dall’atmosfera e il suo stoccaggio a lungo termine: cosa ci dice l’LCA?

La rimozione della CO₂ dall’atmosfera e il suo stoccaggio a lungo termine rappresentano oggi azioni sempre più importanti nelle strategie per contrastare il cambiamento climatico. Tra le diverse soluzioni, particolare interesse stanno suscitando gli approcci che combinano la rimozione della CO₂ atmosferica al contrasto dell’acidificazione degli oceani. Un esempio è l’ocean liming, che prevede la dispersione nelle acque oceaniche superficiali di reagenti alcalini, come l’idrossido di calcio. Questo processo determina un aumento temporaneo del pH dell’acqua marina e favorisce l’assorbimento della CO₂ atmosferica, che viene trasformata e immagazzinata principalmente sotto forma di ioni bicarbonato.

Lo studio analizza l’implementazione dell’ocean liming in quattro configurazioni di un sistema pensato per rimuovere 100.000 tonnellate di CO₂ all’anno. Qual è l’impatto ambientale di tale sistema? A questa domanda risponde l’articolo “Comparative life cycle assessment of CO2 removal solutions, including ocean liming, based on different energy sources and carbon storage methods” pubblicato sulla rivista International Journal of Greenhouse Gas Control.

In dettaglio, attraverso la metodologia Life Cycle Assessment (LCA), si analizzano le diverse configurazioni del sistema studiando innanzitutto l’influenza sugli impatti ambientali di differenti fonti energetiche per la produzione di calce idrata (biomassa sottoposta a gassificazione o energia elettrica). Inoltre, si confrontano due diverse modalità di stoccaggio della CO₂ ossia in formazioni geologiche sotterranee oppure sotto forma di bicarbonati in mare, attraverso un processo di alcalinizzazione oceanica con pH equilibrato (tecnologia brevettata da Limenet S.r.l.).

I risultati dello studio mostrano che, in tutti gli scenari analizzati, si ottiene una rimozione netta di CO₂ dall’atmosfera con livelli di efficienza particolarmente elevati (85%-92% negli scenari che utilizzano il mix elettrico italiano previsto per il 2050, 93%-96% negli scenari che prevedono il ricorso alla biomassa). Questi risultati indicano che gli impatti associati ai materiali e all’energia necessari per il processo, pur determinando una “penalità” in termini di emissioni di carbonio, non compromettono la capacità complessiva del sistema di rimuovere CO₂ dall’atmosfera.

La valutazione ambientale, tuttavia, non può fermarsi al solo cambiamento climatico. L’analisi LCA mette infatti in evidenza alcuni trade-off tra la riduzione dell’impatto sul cambiamento climatico e altre categorie di impatto ambientale quale l’uso del suolo, soprattutto con l’impiego della biomassa.

Lo studio è parte del progetto di dottorato di Francesco Campo presso AWARE e nasce da una collaborazione tra AWARE e Limenet S.r.l.

Consulta l’articolo completo (Open Access): QUI

Sviluppi metodologici in campo LCA

Masoud Salehi

My thesis proposes an extension of Life Cycle Assessment (LCA) that makes the environmental impacts of the workforce visible — impacts traditionally left outside the system boundary. The framework is organised into three modular layers: alongside the conventional process LCA (Layer 1), it adds the direct flows arising from the physical presence of workers — commuting, personal protective equipment, staff facility energy and water (Layer 2) — and a wage-induced consumption scenario, in which workers’ salaries translate into household spending and therefore into indirect emissions (Layer 3). The method was applied to the CESA S.r.l. end-of-life vehicle treatment plant in Monza, modelled in SimaPro with ecoinvent 3.11 and the EF 3.1 method. The main result shows that the workforce can account for roughly two-thirds of the plant’s climate-change impact — a share systematically overlooked by conventional LCA, and particularly significant in labour-intensive sectors.

Laura Fernandes de Jesus

Microplastics are an emerging environmental concern that remains insufficiently represented within the Life Cycle Assessment (LCA) framework. This thesis develops an integrated assessment framework by combining multiple characterization models to evaluate microplastic impacts across environmental compartments, geographic scales, ecosystem types, and polymer characteristics. The framework is applied to a 100% virgin polyester (PES) T-shirt under scenarios representing waste mismanagement and production relocation. The results show that microplastic-related impacts account for approximately 80–90% of the total endpoint damage to ecosystem quality, while production relocation to a low-income country increases these impacts by more than one order of magnitude compared with the baseline scenario. These findings demonstrate the importance of integrating microplastic-specific impact categories into LCA to improve the environmental assessment of textile products and support more informed decision-making.

Mario Grosso nuovo Senior Editor-in-Chief di Waste Management & Research

Dopo oltre dieci anni di servizio come Associate Editor, da luglio 2026 Mario Grosso assume il ruolo di Senior Editor-in-Chief di Waste Management & Research, la storica rivista scientifica della International Solid Waste Association (ISWA).

WM&R è una rivista internazionale con revisione paritaria che pubblica articoli di ricerca originali e di review relativi sia alla teoria che alla pratica della gestione dei rifiuti, nonché al nesso di quest’ultima con l’economia circolare.

Supportare la pianificazione della gestione dei rifiuti tessili in regione tramite Material Flow Analysis e Life Cycle Thinking

Il 22 giugno 2026 si è tenuta la discussione finale della tesi di dottorato di Samuele Abagnato, dal titolo “Investigating textile waste management to support decision-making in the context of Lombardy region with Material Flow Analysis and Life Cycle Thinking“. Il percorso di dottorato è stato svolto sotto la supervisione della professoressa Lucia Rigamonti, e con il professor Mario Grosso nel ruolo di tutor.

La ricerca di dottorato si è strutturata in 4 fasi principali.


In primis, tramite una revisione della letteratura si è investigato come la metodologia LCA si possa applicare a processi di gestione dei rifiuti tessili, individuando le principali variabili che influenzano i risultati degli studi LCA sul tema.


Nella seconda fase, a partire da dati forniti da ARPA Lombardia sono stati ricostruiti i flussi di rifiuti tessili generati e trattati in Lombardia nel 2021, con la metodologia della Material Flow Analysis. Sono stati considerati rifiuti tessili pre-consumo (EER 040222 e 040221), post-consumo (EER 200110 e 200111) e i rifiuti tessili derivanti da trattamento meccanico di rifiuti (EER 191208).


A seguire, è stato svolto uno studio LCA su 6 diversi scenari di gestione dei rifiuti tessili post-consumo generati in Lombardia, analizzando l’effetto di restrizioni sull’export di tessili per il riuso o il riciclo, di un mix elettrico più rinnovabile, di un aumento della raccolta differenziata con conseguente implementazione di tecnologie di riciclo chimico. È stato sviluppato anche l’indicatore Material Recovery Score per rappresentare il potenziale di recupero di materia dei diversi scenari.


Infine, tramite Life Cycle Costing sono stato stimati costi e ricavi dell’attività di raccolta e selezione dei rifiuti tessili post-consumo da raccolta differenziata, considerando gli effetti del calo della qualità dei rifiuti raccolti tramite 4 diversi scenari.

La ricerca costituisce un punto di partenza per l’analisi di sistemi integrati per la gestione dei rifiuti tessili, fornendo a decision makers e ad operatori del settore delle raccomandazioni scientificamente basate per gli sviluppi futuri della gestione dei rifiuti tessili anche alla luce delle novità normative, come l’obbligo di raccolta differenziata e la responsabilità estesa del produttore.

AWARE al GITISA Young 2026

Dal 10 al 12 giugno si è tenuta la conferenza GITISA Young, il convegno nazionale dei giovani ricercatori in Ingegneria Sanitaria Ambientale. Il convegno è stato organizzato dal GITISA (Gruppo Italiano di Ingegneria Sanotaria Ambientale) e dal DIATI (Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture) del Politecnico di Torino Politecnico di Torino presso il Castello del Valentino di Torino.

All’interno del programma, il gruppo AWARE ha partecipato con tre presentazioni.

Sofia Maggio ha presentato un’analisi dei processi per la rimozione del carbonio atmosferico, con un focus su progetti agroforestali che sfruttano approcci rigenerativi (Greenhouse Gas Emission Offsets: Regulatory Framework and Processes for Carbon Removal).

La presentazione di Gaia Brussa (Forecasting Waste from Key Energy Transition Technologies in Italy) si è focalizzata su stime future a livello nazionale per quanto riguarda i rifiuti derivanti dalla transizione ecologica (batterie agli ioni di litio, motori dei veicoli elettrici, pannelli fotovoltaici e pale delle turbine eoliche).

Infine, Samuele Abagnato ha presentato un’analisi LCA su due processi di separazione e riciclo di rifiuti tessili composti da un mix cotone-poliestere (Addressing blended textiles recycling: comparison of alkaline and enzymatic hydrolysis of polycotton waste through Life Cycle Assessment).

Ringraziamo tutte le persone che hanno lavorato all’organizzazione del convegno, alla prossima!

Integrazione di LCA e LCC

Non sono ancora molti gli articoli disponibili in letteratura dove sia mostrato in modo trasparente l’approccio della cosiddetta full-environmental LCC (Life Cycle Costing). Tale approccio implica lo svolgimento di una valutazione LCA (Life Cycle Assessment) per un certo sistema in contemporanea allo svolgimento di una valutazione LCC (Life Cycle Costing) considerando gli stessi confini del sistema. Quindi, gli impatti ambientali calcolati con l’LCA vengono monetizzati e sommati ai risultati dell’LCC per ottenere una visione d’insieme dei costi interni e di quelli esterni ambientali associati al sistema in esame.

Se ne volete sapere di più, vi consiglio di leggere questa recente pubblicazione preparata assieme ad alcuni colleghi della sezione di Sustainability Science della LUT conosciuti durante il mio periodo di visiting professor a Lappeenranta in Finlandia.

AWARE all’ISBM 2026: presentazione di uno studio sull’impiego di plastica riciclata nelle pavimentazioni stradali

AWARE ha partecipato al 2nd RILEM International Symposium on Bituminous Materials (ISBM 2026), tenutosi dal 16 al 18 giugno a Padova.

L’evento, il cui programma è disponibile qui, ha riunito ricercatori e professionisti da tutto il mondo per discutere le più recenti innovazioni nel campo dei materiali bituminosi.

In questa occasione, Mary Jo Nichilo ha presentato il contributo scientifico dal titolo “Technical and environmental performances of asphalt pavements including recycled plastic from beverage packaging”, sviluppato tramite una collaborazione tra AWARE e il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma (con il contributo del Prof. Tebaldi, della Prof.ssa Romeo e del Dott. Grisendi), nell’ambito del progetto PNRR Ecosister.

Lo studio ha valutato il potenziale dell’impiego di plastica riciclata proveniente da imballaggi poliaccoppiati in sostituzione parziale degli aggregati nelle miscele per pavimentazioni stradali, attraverso un’analisi integrata delle prestazioni meccaniche e degli impatti ambientali.

I risultati hanno evidenziato che, dal punto di vista tecnico, l’utilizzo di plastica riciclata può migliorare la lavorabilità delle miscele di asfalto, la resistenza alla fessurazione e la resistenza alle deformazioni permanenti, confermando il potenziale di questi materiali nel contribuire ad aumentare la durabilità delle pavimentazioni.

Sotto il profilo ambientale, l’impiego di plastica riciclata favorisce la valorizzazione dei rifiuti e sostiene i principi dell’economia circolare. Tuttavia, l’analisi svolta mediante Life Cycle Assessment (LCA) ha dimostrato che i benefici ambientali risultano fortemente influenzati dalla vita utile della pavimentazione: la durabilità rappresenta un fattore determinante nella valutazione del ciclo di vita e può modificare significativamente il confronto tra una soluzione convenzionale e una soluzione alternativa.

Lo studio ha confermato quindi che la progettazione di pavimentazioni sostenibili richiede un approccio integrato, capace di considerare contemporaneamente prestazioni meccaniche, impatti ambientali e durabilità, evidenziando la necessità di disporre di dati affidabili sul comportamento delle pavimentazioni nel lungo periodo.