Il 22 giugno 2026 si è tenuta la discussione finale della tesi di dottorato di Samuele Abagnato, dal titolo “Investigating textile waste management to support decision-making in the context of Lombardy region with Material Flow Analysis and Life Cycle Thinking“. Il percorso di dottorato è stato svolto sotto la supervisione della professoressa Lucia Rigamonti, e con il professor Mario Grosso nel ruolo di tutor.
La ricerca di dottorato si è strutturata in 4 fasi principali.
In primis, tramite una revisione della letteratura si è investigato come la metodologia LCA si possa applicare a processi di gestione dei rifiuti tessili, individuando le principali variabili che influenzano i risultati degli studi LCA sul tema.
Nella seconda fase, a partire da dati forniti da ARPA Lombardia sono stati ricostruiti i flussi di rifiuti tessili generati e trattati in Lombardia nel 2021, con la metodologia della Material Flow Analysis. Sono stati considerati rifiuti tessili pre-consumo (EER 040222 e 040221), post-consumo (EER 200110 e 200111) e i rifiuti tessili derivanti da trattamento meccanico di rifiuti (EER 191208).
A seguire, è stato svolto uno studio LCA su 6 diversi scenari di gestione dei rifiuti tessili post-consumo generati in Lombardia, analizzando l’effetto di restrizioni sull’export di tessili per il riuso o il riciclo, di un mix elettrico più rinnovabile, di un aumento della raccolta differenziata con conseguente implementazione di tecnologie di riciclo chimico. È stato sviluppato anche l’indicatore Material Recovery Score per rappresentare il potenziale di recupero di materia dei diversi scenari.
Infine, tramite Life Cycle Costing sono stato stimati costi e ricavi dell’attività di raccolta e selezione dei rifiuti tessili post-consumo da raccolta differenziata, considerando gli effetti del calo della qualità dei rifiuti raccolti tramite 4 diversi scenari.
La ricerca costituisce un punto di partenza per l’analisi di sistemi integrati per la gestione dei rifiuti tessili, fornendo a decision makers e ad operatori del settore delle raccomandazioni scientificamente basate per gli sviluppi futuri della gestione dei rifiuti tessili anche alla luce delle novità normative, come l’obbligo di raccolta differenziata e la responsabilità estesa del produttore.
Dal 10 al 12 giugno si è tenuta la conferenza GITISA Young, il convegno nazionale dei giovani ricercatori in Ingegneria Sanitaria Ambientale. Il convegno è stato organizzato dal GITISA (Gruppo Italiano di Ingegneria Sanotaria Ambientale) e dal DIATI (Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture) del Politecnico di Torino Politecnico di Torino presso il Castello del Valentino di Torino.
All’interno del programma, il gruppo AWARE ha partecipato con tre presentazioni.
Sofia Maggio ha presentato un’analisi dei processi per la rimozione del carbonio atmosferico, con un focus su progetti agroforestali che sfruttano approcci rigenerativi (Greenhouse Gas Emission Offsets: Regulatory Framework and Processes for Carbon Removal).
La presentazione di Gaia Brussa (Forecasting Waste from Key Energy Transition Technologies in Italy) si è focalizzata su stime future a livello nazionale per quanto riguarda i rifiuti derivanti dalla transizione ecologica (batterie agli ioni di litio, motori dei veicoli elettrici, pannelli fotovoltaici e pale delle turbine eoliche).
Infine, Samuele Abagnato ha presentato un’analisi LCA su due processi di separazione e riciclo di rifiuti tessili composti da un mix cotone-poliestere (Addressing blended textiles recycling: comparison of alkaline and enzymatic hydrolysis of polycotton waste through Life Cycle Assessment).
Ringraziamo tutte le persone che hanno lavorato all’organizzazione del convegno, alla prossima!
La gestione dei rifiuti tessili è un argomento di grande interesse e attualità, a causa della presa di coscienza degli impatti ambientali dell’industria tessile e a causa delle novità normative sul settore della gestione dei rifiuti tessili, con l’introduzione dell’obbligo della raccolta differenziata e la prossima introduzione del regime di responsabilità estesa del produttore.
Strumenti come la Material Flow Analysis (MFA) e il Life Cycle Assessment (LCA) possono essere usati per indagare scenari presenti e futuri per la gestione rifiuti, con l’obiettivo di formulare indicazioni e raccomandazioni per i decision-makers. In questo caso, MFA e LCA sono stati applicati alla gestione dei rifiuti tessili post-consumo generati in Lombardia. La ricerca è stata da poco pubblicata su Waste Management.
Sono stati utilizzati dati primari sui flussi di rifiuti da raccolta differenziata per rappresentare lo scenario di gestione attuale, e sono stati sviluppati altri cinque scenari alternativi. Gli scenari alternativi includono una maggiore presenza di elettricità da fonti rinnovabili nei mix energetici dei paesi coinvolti nello studio, uno stop alle esportazioni di rifiuti tessili (o di tessili selezionati per il riutilizzo) al di fuori dell’Unione Europea, e una presenza di processi di selezione e riciclo più innovativi (sorting automatico e riciclo chimico).
Gli scenari analizzati rappresentano sempre sistemi integrati di gestione, dove tutte le tipologie di trattamento coesistono in misura diversa a seconda degli scenari (preparazione per il riutilizzo, riciclo meccanico delle fibre, riciclo chimico, riciclo open-loop di tessuti o fibre, incenerimento con recupero energetico, discarica).
I risultati hanno confermato il ruolo importante della preparazione per il riutilizzo nell’apportare benefici ambientali al sistema (“crediti” o “impatti evitati”), a patto che i prodotti tessili di seconda mano sostituiscano prodotti vergini. Per quantificare l’ammontare di questa sostituzione sono stati stimati dei “Substitution Factors“, la cui variazione influenza notevolmente i risultati LCA. Un calo delle quantità preparate per il riutilizzo porta ad un generale aumento degli impatti ambientali del sistema di gestione (a patto che i tessili selezionati siano effettivamente riutilizzabili), dato che vengono “persi” i benefici dovuti agli impatti evitati. Il riciclo chimico, invece, nonostante consenta di recuperare materiali con la qualità comparabile a quella dei materiali vergini, necessita ancora di ottimizzazione per limitarne gli impatti ambientali, dati da processi energivori e dall’uso di solventi. In questi processi, appare particolarmente delicata e impattante l’eventuale fase di rimozione di coloranti dai tessuti, preliminare alla loro depolimerizzazione.
Oltre alla MFA e all’LCA, è stato sviluppato un indicatore (Material Recovery Score) per rappresentare materiali e prodotti recuperati in ogni scenario considerando quattro aspetti: (i) la quantità recuperata; (ii) la qualità dei materiali o prodotti recuperati rispetto a quelli vergini; (iii) il punto di sostituzione all’interno della filiera di produzione tessile (iv) rispetto della gerarchia dei rifiuti. Questo indicatore ha consentito di mostrare i trade-offs tra gli impatti ambientali e il potenziale di recupero di materia dei diversi scenari: scenari con combinazione di preparazione per il riutilizzo e riciclo chimico mostrano infatti un maggior Material Recovery Score ma anche potenziali impatti ambientali più alti.
Le principali raccomandazioni per i decision-makers sono quelle di controllare l’effetiva riutilizzabilità dei tessili esportati per il riutilizzo e puntare su sistemi di gestione integrata dei rifiuti che rispettino la gerarchia dei rifiuti. In particolare, per gli scenari futuri, in merito al riciclo, si raccomanda un trattamento meccanico che permetta di recuperare le fibre di maggior qualità, mandando a riciclo chimico solo quelle non riciclabili meccanicamente. Questo però dipenderà anche dalla qualità dei rifiuti in ingresso: prodotti tessili di qualità e con composizione di fibre uniforme, al termine della loro vita utile potranno essere riciclati con minore richiesta di pre-trattamenti, andando a diminuire l’impatto ambientale totale del sistema di gestione rifiuti.
Questo articolo rientra nel progetto di dottorato di Samuele Abagnato, ed è stato supervisionato da Lucia Rigamonti e Mario Grosso, e da Gregory Peters, professore della Chalmers University of Technology. Il progetto di dottorato è sostenuto da Regione Lombardia all’interno del progetto “Progetto Innovazione Polimi – Regione Lombardia: strategies for the further improvement of waste management in advanced contexts”.