Approvata da Regione Lombardia la Roadmap di Ricerca & Innovazione sull’Economia Circolare

Il documento “Roadmap per la Ricerca e l’Innovazione sull’Economia Circolare” è il risultato di un percorso collaborativo e inclusivo, partecipato da diversi stakeholder regionali, che ha permesso di raccogliere e delineare le priorità di ricerca ed innovazione ritenute essenziali per la transizione del territorio verso l’Economia Circolare. La roadmap costituisce per Regione Lombardia una fondamentale linea guida per la definizione delle Strategia di Specializzazione Intelligente nella Programmazione 2021-2027 per quanto riguarda le tematiche connesse con l’Economia Circolare. Alla preparazione del documento ha contribuito anche Lucia Rigamonti di AWARE.

Attraverso il suo pre-esistente gruppo di lavoro “De- e Remanufacturing”, che sta evolvendo in “Strategic Community”, AFIL ha direttamente coinvolto i suoi associati nel processo di identificazione delle priorità di Ricerca e Innovazione (R&I) considerando gli aspetti che caratterizzano le diverse aree di specializzazione lombarda e mettendo in evidenza le peculiarità dei principali settori del territorio che possono trarre vantaggio da approcci di economia circolare.

Tra le priorità di R&I, individuate per i diversi step della catena del valore, vi sono Design per Circular Economy, tracciabilità di prodotto e processo oltre a tecnologie e metodi per la minimizzazione degli scarti di produzione e la valorizzazione dei sottoprodotti. Considerando le fasi post-produzione si punterà nello specifico sulla creazione di sinergie tra logistica diretta e inversa, sviluppo di filiere locali di produzione, distribuzione e consumo in aggiunta allo studio di nuovi modelli di business per l’economia circolare e sistemi che favoriscano l’estensione della vita utile dei prodotti. Infine, per le fasi relative al recupero dei prodotti a fine vita, sono state identificate come priorità tecnologie innovative di selezione e riciclo, tecnologie innovative per il Remanufacturing, sviluppo di nuove biotecnologie per il recupero di materie prime.  

Il documento è scaricabile qua

Utilizzo dei residui delle attività minerarie in sostituzione del cemento

Pubblicato sulla rivista internazionale Resources, Conservation & Recycling lo studio di LCA condotto nell’ambito della tesi di dottorato di Felipe Vargas: lo studio valuta con un approccio metodologico sviluppato ad hoc i benefici associati all’utilizzo dei residui delle miniere di rame in sostituzione del cemento nella produzione di calcestruzzo.

L’articolo è disponibile qua

Rimozione della CO2 atmosferica e contrasto all’acidificazione marina con un ambizioso processo innovativo

Pubblicata su IDA, rigorosamente ad accesso libero, la descrizione dettagliata e l’analisi ambientale del processo alla base di Desarc-Maresanus, il nostro contributo al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi dell’Accordo di Parigi. Ulteriori informazioni sul progetto, e più in generale sul tema delle emissioni negative, sono disponibili negli atti della Conferenza svolta a Febbraio al Politecnico.

Leggi l’articolo

Waste Disposal & Sustainable Energy

Questa nuova rivista, di cui Mario Grosso è Associate Editor, è stata fondata nel 2019 dalla Zhejiang University di Hangzhou (Cina). Pubblica articoli su vari temi tradizionali e avanzati relativi allo smaltimento dei rifiuti e alle nuove fonti di energia sostenibile.

Il primo numero del 2020 è ora disponibile ad accesso libero.

La rivista fornisce una piattaforma di scambio non solo per la ricerca di base ma anche per quella industriale. In particolare allo scopo di:

  • Migliorare la nostra conoscenza dello smaltimento dei rifiuti e mette in evidenza nuovi approcci per la ricerca sullo smaltimento dei rifiuti e nuove tecnologie per il controllo dell’inquinamento
  • Presentare studi all’avanguardia sulla scienza dello smaltimento dei rifiuti e sulla strumentazione all’avanguardia per colmare il divario tra scienza di base e applicazioni industriali
  • Pubblicare metodi innovativi e tecnologie avanzate incentrate sul recupero e utilizzo sostenibile dell’energia e sulle valutazioni ambientali.

Il recupero dei metalli dalle scorie di incenerimento dei rifiuti

Il graphical abstract dell’articolo mostra lo schema di un possibile impianto di trattamento delle ceneri pesanti

Il recupero dalle scorie è un argomento di storico interesse per AWARE, che ha sempre evidenziato l’importante contributo di questo processo all’interno del paradigma dell’economia circolare (si veda ad esempio questo intervento). In tale contesto si inserisce la partecipazione alle attività della COST Action “MINEA” (Mining the European Antroposphere), le cui attività si sono concluse in questi giorni.

Tra i prodotti di questa attività di networking vi è la pubblicazione “Metal recovery from incineration bottom ash: State-of-the-art and recent developments” sul Journal of Hazardous Materials, disponibile in modalità open access, a cui hanno contribuito Mario Grosso e Laura Biganzoli. Il lavoro presenta una rassegna dello stato dell’arte del recupero dei metalli e delle più recenti tendenze, sia impiantistiche che strategiche.

End of waste: dalla culla alla crisi

Schema temporale della normativa End of Waste

Una nuova pubblicazione è disponibile ora sulla rivista online Ingegneria dell’Ambiente (Volume 6, n. 4, 2019) e riguarda una tematica molto discussa negli scorsi mesi, ovvero la situazione End of Waste (la procedura che permette al rifiuto di tornare a svolgere un ruolo utile e attivo come prodotto). L’articolo racconta le vicende normative in campo End of Waste che si sono susseguite dalla prima volta in cui viene definita la corretta gestione dei rifiuti, con una normativa Europea risalente al 1975, seguita da una serie di Decreti Ministeriali in Italia tutti orientati alla promozione dell’economia circolare, fino alla famigerata Sentenza del 2018 che ha messo in crisi la gestione dei rifiuti e alle azioni prontamente perseguite da Regione Lombardia.

L’articolo è scaricabile a questo link (pag. 286)

Aggiornamento al 18/02/2020. 

A seguito delle nuove norme relative all’end of waste all’interno delle legge 128/2019 dello scorso novembre, il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) ha stilato le Linee Guida SNPA n. 23/2020, con le quali si definisce un sistema comune di pianificazione ed esecuzione delle ispezioni presso quegli impianti che recuperano o riciclano i rifiuti e dai quali usciranno materiali non più considerabili come rifiuti. 

Le linee guida sono scaricabili a questo link

Un approccio GIS per il miglioramento della gestione dei rifiuti solidi in una favela brasiliana

La produzione dei rifiuti a Rocinha

Una nuova pubblicazione su Detritus è ora disponibile e riguarda il progetto di cooperazione che ci ha visti impegnati insieme ad un team di altri Dipartimenti del Politecnico. La favela di Rocinha rappresenta una buona sintesi di tutte le sfide che possono essere affrontate in questo campo: alta densità di popolazione, mancanza di spazio e strade strette, bassi
redditi . A Rocinha la copertura dei servizi è carente e insoddisfacente in molti settori, tra cui quello dei rifiuti. In questo studio abbiamo indagato il motivo di questa inadeguatezza. Sono state utilizzate tutte le informazioni accessibili, che sono state processate con l’ausilio di sistemi di informazione geografica (GIS). In conclusione suggeriamo una sistema di gestione dei rifiuti decentralizzato su piccola scala, che complementi il sistema di raccolta centralizzata. Questo studio è parte del progetto Polimipararocinha del Politecnico di Milano, che persegue la riqualificazione urbana complessiva di Rocinha.

L’articolo è scaricabile a questo link

Industrie della moda, delle costruzioni e degli imballaggi

È aperta una call for papers per un numero speciale di Sustainability, che sarà curato da Lucia Rigamonti. Il numero includerà studi di LCA che riguardano tre settori in particolare: l’industria della moda, l’industria delle costruzioni e l’industria degli imballaggi. Gli articoli possono riguardare sia studi di LCA di prodotti (ad esempio prodotti in materiale tessile, materiali da costruzione derivanti da attività di riciclo, imballaggi in plastica e materiali alternativi) sia studi di LCA che analizzano nuovi modelli di consumo e uso di queste tipologie di prodotti.

Maggiori informazioni relative alla call for papers sono riportate qua.

La demolizione selettiva è sempre una scelta sostenibile?

La demolizione selettiva è generalmente percepita come fondamentale per la sostenibilità della filiera delle costruzioni in quanto mira a massimizzare la valorizzazione dei materiali e dei componenti da costruzione dando loro una nuova vita. Ma è davvero sempre così?

Un nuovo articolo del gruppo AWARE pubblicato sulla rivista internazionale Waste Management affronta questa tematica. L’obiettivo principale dello studio è stato quello di esplorare la reale sostenibilità ambientale delle pratiche di demolizione selettiva rispetto a quelle tradizionali applicando la metodologia di valutazione del ciclo di vita. I risultati indicano che le condizioni locali possono influire notevolmente sui risultati. La sostenibilità ambientale della demolizione selettiva va quindi verificata caso per caso.

L’articolo, intitolato “Is selective demolition always a sustainable choice?” e scritto da Sara Pantini e Lucia Rigamonti, è scaricabile qua gratuitamente fino al 15 febbraio 2020.


Analisi dei costi del ciclo di vita di filiere di trattamento dei rifiuti

È ora disponibile una nuova pubblicazione del gruppo AWARE:

LIFE CYCLE COSTING OF ENERGY RECOVERY FROM SOLID RECOVERED FUEL PRODUCED IN MBT PLANTS IN ITALY

Oggetto dello studio è un’analisi economica della filiera costituita dal trattamento del rifiuto urbano residuo (RUR) in impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) per la produzione di flussi di materiali, come Combustibili Solidi Secondari (CSS) o frazioni secche, aventi potenziale energetico sfruttabile in termovalorizzatori per il recupero di energia elettrica e termica o in co-combustione in impianti industriali (cementifici o centrali termoelettriche) in sostituzione dei combustibili fossili. Il contesto geografico dell’analisi è quello italiano, con particolare riferimento all’anno 2015.

La ricerca ha applicato la metodologia di analisi dei costi del ciclo di vita (Life Cycle Costing), che permette di stimare i costi complessivi del trattamento in base al tipo di impianto e ai destini dei flussi in uscita e di fare alcune considerazioni in merito all’alternativa economica più vantaggiosa.

L’articolo, pubblicato sulla rivista internazionale Waste Management, è disponibile gratuitamente fino al 20 ottobre al seguente link

È disponibile anche la versione in italiano, pubblicata sulla rivista Ingegneria dell’Ambiente, open access.