Riciclo delle batterie LFP, biodiversità e littering nella sessione di Marzo

Ecco un breve riassunto delle tesi dei nostri laureati nella sessione di Marzo!

La tesi analizza l’evoluzione delle batterie LFP (Litio-Ferro-Fosfato) e il ruolo del riciclo nel soddisfare la domanda di fosforo, materia prima critica in Europa. Vengono confrontate le principali tecnologie di riciclo (pirometallurgiche, idrometallurgiche e riciclo diretto), evidenziandone vantaggi e limiti, anche rispetto alle batterie NMC (Nickel-Manganese-Cobalto). Particolare attenzione è dedicata al recupero del fosforo dalle batterie a fine vita e al suo riutilizzo nei materiali catodici. Lo studio sviluppa un modello dinamico per quantificare la domanda di fosforo legata alla diffusione dei veicoli elettrici fino al 2050 e stimare il quantitativo che raggiunge il fine vita, utilizzando curve logistiche e distribuzioni di Weibull. I risultati mostrano che il riciclo potrebbe coprire una quota significativa del fabbisogno futuro, contribuendo a ridurre la dipendenza dalle importazioni e a rafforzare la resilienza industriale europea.

Eugenio Benetti

La mia tesi di laurea magistrale si concentra sull’integrazione della biodiversità marina nell’LCA, nel contesto della transizione energetica e dello sviluppo dei parchi eolici offshore galleggianti. Analizza i modelli LCIA esistenti per la quantificazione degli impatti sugli ecosistemi marini e mette in evidenza le attuali lacune metodologiche. Il lavoro propone inoltre nuovi approcci di modellazione per rappresentare in modo più accurato sia gli impatti negativi sia quelli positivi dell’eolico offshore sulla biodiversità marina.

Eva Delgrossi

Littering is a persistent environmental challenge that is insufficiently addressed within existing LCA frameworks, particularly in relation to plastic waste and product-level impacts. Current littering indicators either focus on observed litter or on product characteristics, but rarely integrate the behavioural processes that lead to environmental release. This thesis reviews existing littering indicators and assessment approaches and identifies key methodological gaps, particularly the lack of integration between behavioural drivers and product-related impact. To address these limitations, the study proposes a new indicator – the Behaviour-Product Integrated Litter Risk (BPILR). It combines the probability of littering, influenced by behavioural and contextual factors, with product-specific environmental impact attributes such as persistence, fragmentation, and toxicity.

Assem Imanzhussip

International Day of Zero Waste 2026 – il contributo di AWARE sui rifiuti alimentari

Il 30 marzo 2026 è stata la Giornata internazionale dei rifiuti zero, promossa congiuntamente dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e dal Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani (UN-Habitat), per sottolineare l’importanza di rafforzare la gestione dei rifiuti a livello globale e la necessità di promuovere modelli di consumo e produzione sostenibili per affrontare la crisi dell’inquinamento da rifiuti.

Il tema del 2026 è il rifiuto alimentare, che rappresenta spesso la frazione predominante dei rifiuti urbani. Nel report What a Waste 3.0 della Banca Mondiale emerge infatti che il rifiuto alimentare costituisce in media il 23% dei rifiuti nei Paesi ad Alto Reddito e il 50% nei Paesi a Basso Reddito. Di conseguenza, è prioritario prevenirne la produzione e secondariamente gestirli in un’ottica di valorizzazione (ad esempio tramite compostaggio o digestione anaerobica). Questo aspetto è particolarmente rilevante nei Paesi a Basso Reddito, in cui spesso opera AWARE e dove quote consistenti sono ancora smaltite in discariche incontrollate a cui si associano i maggiori rischi per la salute e l’ambiente.

Una corretta gestione del rifiuto alimentare, affiancata a strategie efficaci di prevenzione dello spreco, può avere effetti positivi anche su larga scala. Clark et al. (2020) evidenziano che per raggiungere gli obiettivi degli Accordi di Parigi sul Clima, è necessario intervenire anche sul sistema alimentare, inclusi i rifiuti a esso associati. Oltretutto, più del 50% delle emissioni di gas serra associate agli sprechi alimentari è attribuibile a cattivi comportamenti (Yin et al., 2026).

Negli ultimi anni AWARE ha svolto numerosi progetti dedicati al tema del rifiuto alimentare.

  • Progetto REDUCE (Ricerca, EDUcazione, ComunicazioneE: un approccio integrato per la prevenzione degli sprechi alimentari). In particolare, dal 2016, AWARE è stato coinvolto nella definizione di una metodologia per la quantificazione dello spreco alimentare e dell’entità del rifiuto prevenibile, nell’ambito delle analisi merceologiche dei rifiuti. Ne è risultato che circa il 15-20% in peso del rifiuto residuo contiene scarti di cibo, e quasi un terzo di questo è evitabile! Nel rifiuto organico differenziato siamo invece al 25% di cibo evitabile.

Numerose sono state le iniziative di divulgazione in merito al progetto. Per approfondimenti sono disponibili inoltre alcune pubblicazioni:

Documento di sintesi dei risultati del progetto

Addressing food wastage in the framework of the UN Sustainable Development Goals

Di particolare importanza risulta quindi la partecipazione, nel 2019, alla riunione dell’Expert Group sui rifiuti alimentari, in cui esperti di ONU e di ISWA hanno discusso sull’approccio e sulla fattibilità delle metodologie di misura individuate delle Nazioni Unite sulla misura dello spreco alimentare.

  • Dottorato di ricerca sulle modalità di conferimento del rifiuto alimentare in cui è stata analizzata l’attuale modalità di conferimento in sacchetti in bioplastica per valutare come risolverne le criticità. L’intera filiera di trattamento del rifiuto organico è infatti significativamente influenzata dalla tipologia di sacchetto utilizzato per la raccolta. Sono stati analizzati sia gli aspetti gestionali negli impianti che gli impatti ambientali.


LCA della prevenzione dei rifiuti da imballaggi. Da non trascurare infine le analisi del ciclo di vita svolte per prevenire i rifiuti e ridurre gli impatti ambientali associati degli imballaggi alimentari.

Le potenzialità di recupero di materiali dal rifiuto indifferenziato

Un nuovo articolo è stato pubblicato sulla rivista Waste Management intitolato “Unlocking value from residual municipal waste: A primary data analysis of recovery rates and costs”. Il lavoro, svolto in collaborazione con il centro di ricerca della Commissione Europea Joint Research Center (JRC), ha analizzato il potenziale dei sistemi avanzati di selezione e degli impianti di trattamento meccanico-biologico (MBT) nel recupero di materiali riciclabili dai rifiuti urbani residui (RW), combinando dati operativi reali con un’analisi economica.

Lo studio si basa su dati primari raccolti da tre impianti in Norvegia (P1), Spagna (P2) e Italia (P3). Per valutare in modo accurato i flussi di materiali e i tassi di recupero è stato utilizzato un approccio di bilancio di massa, con una correzione per le impurità presenti nei flussi in uscita, per evitare di sovrastimare le prestazioni degli impianti. Inoltre, è stato utilizzato un approccio di Environmental Life Cycle Costing (ELCC) per confrontare la convenienza economica della selezione dei rifiuti residui rispetto all’incenerimento diretto e allo smaltimento in discarica, considerando diversi scenari di politica ambientale.

I risultati mostrano una significativa variabilità nelle prestazioni di recupero tra gli impianti, dovuta soprattutto a differenze nella composizione dei rifiuti, nella configurazione tecnologica e negli obiettivi operativi. I tassi complessivi di recupero variano dall’11% (P2 – principalmente focalizzato sulla riduzione del conferimento in discarica) al 48% (P3 – focalizzato sulla produzione di combustibile solido secondario, SRF), mentre l’impianto avanzato norvegese (P1) raggiunge circa il 39% di recupero. Considerando solo le frazioni riciclabili, questi valori si riducono, evidenziando l’importanza di distinguere tra frazioni recuperabili e riciclabili.

Tra i materiali, la plastica emerge come una delle frazioni più rilevanti. In condizioni ottimizzate, fino al 55% della plastica nei rifiuti residui può essere recuperata, di cui circa il 40% corrisponde a frazioni di plastica riciclabili. Tuttavia, le prestazioni di selezione restano influenzate da contaminazioni ed errori di classificazione, in particolare per le plastiche flessibili.

Dal punto di vista economico, i risultati indicano che i sistemi di selezione dei rifiuti residui, nelle condizioni di mercato attuali, non risultano ancora pienamente competitivi. La loro sostenibilità economica dipende fortemente da strumenti di politica ambientale, come la tassazione delle discariche, il prezzo del carbonio (EU ETS) e una reale applicazione della tassa europea sulla plastica. In assenza di questi misure, incenerimento e discarica restano le opzioni economicamente preferibili.

Nel complesso, lo studio dimostra che la selezione centralizzata dei rifiuti residui può svolgere un ruolo complementare alla raccolta differenziata,  contribuendo ad aumentare il recupero di materiali. Tuttavia, la loro implementazione su larga scala richiede sia miglioramenti tecnologici sia un quadro normativo che supporti i percorsi di recupero dei materiali.

Li buttiamo ma poi…

…altro che rifiuti, una miniera di risorse!

E’ questo il titolo del laboratorio DICA4Schools proposto da AWARE agli studenti delle scuole primarie e secondarie.

La terza missione, o responsabilità sociale, è un elemento fondamentale delle attività istituzionali degli Atenei. Il confronto con ragazzi e ragazze molto giovani è sempre un momento di accrescimento reciproco, soprattutto su temi legati all’ambiente e alla sostenibilità. L’auspicio è che le conoscenze acquisite durante il laboratorio circa il riconoscimento dei materiali di cui sono costituiti gli imballaggi e il loro corretto conferimento nella raccolta differenziata, vengano trasferite all’interno delle rispettive famiglie.

E’ il nostro impegno per la diffusione di una migliore consapevolezza verso il rispetto dell’ambiente.

Qua un breve video del laboratorio.

“Glass”, un viaggio nell’industria del vetro italiana con un occhio alla sostenibilità

Glass è un documentario realizzato da Assovetro che valorizza le storie, la conoscenza e le eccellenze delle proprie aziende associate, rendendo visibile il ruolo strategico della seconda industria vetraria d’Europa.

Attraverso un racconto corale, “Glass” dà voce ad imprenditori, manager, rappresentanti associativi, istituzioni ed esperti del mercato, offrendo uno sguardo approfondito sulle tendenze di settore e sulle sfide sistemiche che oggi incidono maggiormente sul comparto: innovazione, sostenibilità ambientale, lavoro e scenari geopolitici.

Tra le voci che intervengono, quella di Mario Grosso, in particolare sui temi della sostenibilità dell’industria del vetro.

Il trailer è visibile QUI, mentre il documentario su Raiplay.

Energia pulita e decarbonizzazione – un evento dell’ordine degli ingegneri di Milano

Si terrà martedì 24 febbraio il primo webinar all’interno del ciclo 4 Motors For Europe Engineers Webinar Series on Sustainability, organizzato in collaborazione con Ingénieurs Et Scientifiques de France Lyon-Rhône-Ain, Ingenieurkammer Baden-Württemberg e Enginyers Industrials de Catalunya.

Il webinar, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano e intitolato “CLEAN ENERGY & DECARBONIZATION: OPPORTUNITIES AND RISKS TOWARDS CARBON NEUTRALITY”, verrà tenuto da Mario Grosso il 24 febbraio alle ore 18.

Tutte le informazioni sono riportate a questo link.

ISWA Study Tour su raccolta, selezione e riciclo

AWARE organizza dall’11 al 15 maggio, insieme ad ISWA e ATIA-ISWA, uno Study Tour su raccolta, selezione e riciclo dei rifiuti. Il Tour, svolto secondo un consolidato format di ISWA International, prevede la visita di una serie di impianti e il contestuale svolgimento di seminari tematici.

E’ rivolto a tutti gli operatori e studiosi del mondo dei rifiuti, di provenienza da ogni parte del mondo.

Sarà incentrato su Milano, con trasferte presso impianti di selezione e riciclo di plastica, tessili, vetro, RAEE situati in tutta la Regione e anche in Piemonte.

Tutte le informazioni di dettaglio e le modalità di iscrizione sono riportate nella pagina dedicata.

Tutela ambientale ed economia circolare al Politecnico

E’ stato premiato il lavoro di tre anni nell’ambito della delega rettorale di Mario Grosso ai rapporti con le reti delle università per la sostenibilità. Per il triennio 2026-2028 la delega è stata infatti estesa ai due grandi temi della tutela ambientale e dell’economia circolare.

Il coinvolgimento di AWARE nelle strategie di sostenibilità del Politecnico di Milano comprende anche il supporto scientifico alla redazione del Piano di Mitigazione delle emissioni di CO2 (con Giulia Cavenago), un importante ruolo in numerosi cantieri della sostenibilità, nonché la recente istituzione e coordinamento del Polimi LCA Network da parte di Lucia Rigamonti.

Tra le ulteriori attività previste per il triennio entrante vi è la valutazione di possibili azioni di compensazione delle emissioni di CO2 (con Sofia Maggio), per iniziare a predisporre la strada verso la neutralità climatica al 2040.

Rifiuti nel Gange e selezione della carta nella sessione di dicembre

This study examines solid waste pollution in the Varanasi stretch of the Ganges through field observations, discussions with KudaBazar, an NGO, and a technical assessment of interception systems, focusing on the SEADS Blue Barrier. The Varuna-Ganga confluence was identified as the ideal installation site, with the system capable of capturing up to 80% of floating debris. The project also collaborates with OGYRE, an organization working on marine waste recovery and Ocean Bound Plastic Credits, to ensure long-term financial and social sustainability.
By integrating technology, community involvement, and institutional backing, the research proposes scalable, context-specific solutions for reducing riverine plastic pollution in India and demonstrates how international collaboration can turn academic work into practical environmental action.

Parvathy Sethunadh Thekkumtheyyath

Il lavoro di tesi analizza le performance di un impianto di selezione del rifiuto cartaceo di nuova generazione, il centro IREN di Collegno (TO) progettato da Stadler. Basato sull’integrazione di tecnologie avanzate come la selezione ottica (NIR) e l’intelligenza artificiale, l’impianto si è dimostrato tecnicamente ed economicamente superiore ai sistemi convenzionali.
L’analisi ha evidenziato una netta capacità di valorizzazione: l’impianto genera sei flussi di Materia Prima Seconda ad elevata purezza, con picchi superiori al 98% per il cartone, a differenza delle sole due macrocategorie miste del processo precedente. Cruciale è la sua abilità nel gestire materiali complessi, separando e valorizzando i poliaccoppiati in due flussi dedicati.
La valutazione economica, infine, ha confermato la piena sostenibilità del progetto. Il lavoro convalida quindi l’impianto non solo come un investimento affidabile, ma come un modello strategico per la filiera, che rappresenta un passo concreto per l’economia circolare nel territorio.

Luca Ferrari

A short but intense visit to Polimi

During the first half of November, Dr. Laura Megido Fernández, lecturer and researcher at University of Oviedo (Spain), spent a week at the DICA of Politecnico di Milano as part of an international teaching training stay.
Throughout the week, she attended several classes across different courses taught both in English and Italian, gaining insights into diverse teaching approaches and methodologies.

She also held enriching discussions with Professor Mario Grosso and his team on topics such as teaching innovation, artificial intelligence in education, and strategies to foster more engaging and inclusive learning environments.

“I always enjoy coming back to Italy,” Dr. Megido shared. “Since my PhD years, when I first came to conduct research at the Università degli Studi di Padova, I have always felt warmly welcomed here. This stay at Polimi has been a truly enriching experience, both professionally and personally.”
As part of her stay, she observed different classes and interacted with students and faculty members, focusing on the dynamics and delivery of teaching in various formats.
“When attending classes now as a lecturer rather than a student, I notice new aspects, like the teaching strategies taken by professors to the fluency and rhythm of the lectures” she reflected. “It has been a great opportunity to observe different styles and think about how to adapt some of those approaches in my own courses, as well as to reflect on new ways of connecting more effectively with students.”
Another interesting aspect of the stay was the relevance of multidisciplinarity. Dr. Megido also attended a short seminar by researcher Lucia Tecuto from the University of Bologna on the psychological response to climate change.
“It was a brief but enriching session,” she noted, “and a good reminder of how interconnected technical, environmental, and social perspectives really are.”
Outside the university, she also took the opportunity to explore Milan for the first time.
“The roof terraces of the Duomo di Milano are absolutely stunning, and visiting the Castello Sforzesco was another highlight of the trip. As always in Italy, the food is exceptional! I was also lucky to reconnect with some dear friends from previous research visits in Italy, sharing conversations, memories, and coffee together reminded me how valuable these personal connections are, and how they grow with each new experience abroad.”
This exchange marks another step in strengthening the collaboration between University of Oviedo and Politecnico di Milano, fostering international cooperation and lifelong learning.