International Day of Zero Waste 2026 – il contributo di AWARE sui rifiuti alimentari

Il 30 marzo 2026 è stata la Giornata internazionale dei rifiuti zero, promossa congiuntamente dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e dal Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani (UN-Habitat), per sottolineare l’importanza di rafforzare la gestione dei rifiuti a livello globale e la necessità di promuovere modelli di consumo e produzione sostenibili per affrontare la crisi dell’inquinamento da rifiuti.

Il tema del 2026 è il rifiuto alimentare, che rappresenta spesso la frazione predominante dei rifiuti urbani. Nel report What a Waste 3.0 della Banca Mondiale emerge infatti che il rifiuto alimentare costituisce in media il 23% dei rifiuti nei Paesi ad Alto Reddito e il 50% nei Paesi a Basso Reddito. Di conseguenza, è prioritario prevenirne la produzione e secondariamente gestirli in un’ottica di valorizzazione (ad esempio tramite compostaggio o digestione anaerobica). Questo aspetto è particolarmente rilevante nei Paesi a Basso Reddito, in cui spesso opera AWARE e dove quote consistenti sono ancora smaltite in discariche incontrollate a cui si associano i maggiori rischi per la salute e l’ambiente.

Una corretta gestione del rifiuto alimentare, affiancata a strategie efficaci di prevenzione dello spreco, può avere effetti positivi anche su larga scala. Clark et al. (2020) evidenziano che per raggiungere gli obiettivi degli Accordi di Parigi sul Clima, è necessario intervenire anche sul sistema alimentare, inclusi i rifiuti a esso associati. Oltretutto, più del 50% delle emissioni di gas serra associate agli sprechi alimentari è attribuibile a cattivi comportamenti (Yin et al., 2026).

Negli ultimi anni AWARE ha svolto numerosi progetti dedicati al tema del rifiuto alimentare.

  • Progetto REDUCE (Ricerca, EDUcazione, ComunicazioneE: un approccio integrato per la prevenzione degli sprechi alimentari). In particolare, dal 2016, AWARE è stato coinvolto nella definizione di una metodologia per la quantificazione dello spreco alimentare e dell’entità del rifiuto prevenibile, nell’ambito delle analisi merceologiche dei rifiuti. Ne è risultato che circa il 15-20% in peso del rifiuto residuo contiene scarti di cibo, e quasi un terzo di questo è evitabile! Nel rifiuto organico differenziato siamo invece al 25% di cibo evitabile.

Numerose sono state le iniziative di divulgazione in merito al progetto. Per approfondimenti sono disponibili inoltre alcune pubblicazioni:

Documento di sintesi dei risultati del progetto

Addressing food wastage in the framework of the UN Sustainable Development Goals

Di particolare importanza risulta quindi la partecipazione, nel 2019, alla riunione dell’Expert Group sui rifiuti alimentari, in cui esperti di ONU e di ISWA hanno discusso sull’approccio e sulla fattibilità delle metodologie di misura individuate delle Nazioni Unite sulla misura dello spreco alimentare.

  • Dottorato di ricerca sulle modalità di conferimento del rifiuto alimentare in cui è stata analizzata l’attuale modalità di conferimento in sacchetti in bioplastica per valutare come risolverne le criticità. L’intera filiera di trattamento del rifiuto organico è infatti significativamente influenzata dalla tipologia di sacchetto utilizzato per la raccolta. Sono stati analizzati sia gli aspetti gestionali negli impianti che gli impatti ambientali.


LCA della prevenzione dei rifiuti da imballaggi. Da non trascurare infine le analisi del ciclo di vita svolte per prevenire i rifiuti e ridurre gli impatti ambientali associati degli imballaggi alimentari.

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