Behavioral change e sostenibilità

Con piacere rilanciamo la nuova iniziativa del Consorzio Poliedra su un tema molto caro ad AWARE: il cambio comportamentale.

E’ ora disponibile un catalogo di best practices, che include anche le esperienze finora svolte dal nostro gruppo sulla prevenzione dei rifiuti. Queste riguardano l’analisi svolta mediante un approccio Life Cycle Thinking di:
* Utilizzo dell’acqua del rubinetto o da fontanelli pubblici
* Distribuzione sfusa di detersivi/detergenti
* Distribuzione sfusa di pasta, riso e cereali
* Distribuzione di prodotti ortofrutticoli mediante gruppi di acquisto
* Utilizzo di batterie ricaricabili in luogo di quelle usa e getta
* Utilizzo di imballaggi industriali riutilizzabili invece che usa e getta
* Consumo dell’acqua mediante bottiglie in vetro a rendere, in luogo del vetro a perdere

Circolarità sulla Via della Seta

Si svolgerà il 24 Febbraio una conferenza online sui temi della sicurezza ambientale, incardinato all’interno dell’Alleanza delle Università della Via della Seta. La sicurezza ambientale rappresenta una premessa fondamentale per la vita e il benessere degli uomini, con importanti ripercussioni economiche. Durante questa sessione si approfondiscono tematiche attuali riguardanti il trattamento e la gestione dei rifiuti e dei siti contaminati, la qualità dell’aria e la minaccia delle malattie virali.

Mario Grosso terrà l’intervento “From the treatment of waste to the management of resources: approaching the circular economy”

La partecipazione è libera e aperta a tutti, maggiori informazioni sono disponibili qua.

5a Giornata di studio “Rifiuti e Life Cycle Thinking” – Locandina e apertura iscrizioni

Sono aperte le iscrizioni per la quinta edizione di “Rifiuti e Life Cycle Thinking”, giornata dedicata alla presentazione e discussione di lavori sul tema: “Sviluppi e applicazioni delle metodologie basate sul life cycle thinking nella gestione e trattamento dei rifiuti, a supporto di un’economia sostenibile”.

L’evento si svolgerà online giorno Martedì 9 marzo 2021, per partecipare è necessaria l’iscrizione entro il 5 marzo 2021.

Clicca qui per scaricare la locandina con tutti i dettagli.

Clicca qui per iscriverti.

CALL EXTENDED – Convegno MatER 2021

Siamo lieti di annunciare la Quinta edizione del Convegno MatER, dal titolo “Recovery & Final Sinks for an Effective Waste Management”, che si terrà dal 7 al 9 giugno 2021 presso il campus di Piacenza del Politecnico di Milano. Il convegno si terrà in concomitenza con il “6° Convegno Internazionale sui Final Sinks”.

Il Convegno vuole essere un’occasione di aggiornamento sulle ultime tendenze rispetto al mondo dei rifiuti, sia per quanto riguarda gli aspetti strategici e normativi, che per quelli tecnologico-scientifici. La call for abstracts è indirizzata sia a contributi scientifici propri del mondo accademico e della ricerca che a contributi tecnici più di carattere industriale per gli operatori del settore. Le presentazioni orali e i poster verteranno su 6 argomenti principali: material recovery; innovative technologies; biowaste residual valorization; environmental sustainability; energy recovery; final sinks.

Per tutte le informazioni e per partecipare alla call (estesa fino al 20 Gennaio 2021) , visitate la pagina del sito MatER dedicata al convegno: http://www.mater.polimi.it/mater-final-sinks-meeting-2021-home/

Demolizione selettiva, cos’è? Quanto costa?

Demolizione selettiva, cos’è? Quanto costa?”, lo studio oggetto del dottorato di Federica Carollo, è stato presentato durante il convegno Stati Generali delle Demolizioni, l’annuale appuntamento di approfondimento dedicato alle demolizioni civili e industriali, organizzato da Recover Magazine e ospitato da Ecomondo il 4 novembre 2020. 

L’indagine svolta con Lucia Rigamonti, in collaborazione con Regione Lombardia e ENEA, ha messo in luce gli esiti concreti – costi, ricavi, reale riciclo rispetto al conferimento in discarica – della demolizione selettiva. Indagine tutt’ora in corso, a cui le imprese di demolizione italiane sono invitate a contribuire, attraverso un questionario (Chi fosse interessato può scrivere a federicacarla.carollo@polimi.it).

Il convegno di quest’anno si è svolto in forma virtuale, come l’intera fiera Ecomondo in corso fino al 15 novembre, ma i contributi dei relatori sono stati reali e quanto mai attuali. Sei interventi on line, preceduti dal saluto di Mauro Delle Fratte, Brand manager di Ecomondo – ‎Italian Exhibition Group – Fiera di Rimini, e dall’introduzione di Massimo Viarenghi di Recover Magazine – DEA Edizioni, promotore e curatore dell’evento.

L’articolo sull’evento è disponibile qui

Studi di AWARE tra le buone pratiche nel progetto LCA4Regions

Lo studio di LCA (Life Cycle Assessment) applicato ai rifiuti da costruzione e demolizione, condotto recentemente per Regione Lombardia e supervisionato da Lucia Rigamonti, assieme allo studio di LCC (Life Cycle Costing) oggetto del dottorato di Federica Carollo sono stati scelti come buona pratica all’interno del progetto Interreg Europe LCA4Regions.

LCA4Regions è un progetto del Programma comunitario Interreg Europe, che persegue la Cooperazione Territoriale Europea tra 9 Stati: Austria, Croazia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Germania, Italia.

Il Progetto LCA4Regions si prefigge di integrare in modo più efficace l’applicazione delle metodiche di analisi del ciclo di vita alle politiche ambientali, in considerazione del fatto che usualmente molte politiche sono sviluppate in modo autonomo rispetto alle altre. Il Progetto si focalizza sulla estensione dei metodi LC (life cycle) come approccio olistico nella concezione di politiche pubbliche di protezione dell’ambiente e dell’efficienza del ciclo delle risorse. Su you tube è possibile vedere un breve filmato di spiegazione del progetto.

La presentazione delle buone pratiche selezionate avverrà mercoledì 21 ottobre durante la Transnational Learning Journey n. 3: LCA for waste management and material flows. Maggiori informazioni incluso il link a cui effettuare l’iscrizione (gratuita) all’evento sono disponibili qui.

AWARE all’edizione pilota del campionato mondiale di plogging

Anche AWARE ha partecipato alla prima edizione del campionato mondiale di plogging, ovvero della camminata o corsa con contestuale raccolta dei rifiuti trovati sul percorso. L’evento si inserisce all’interno di Keep Clean and Run, iniziativa nata nel 2015 per sensibilizzare sul tema dell’abbandono di rifiuti in ambiente, il cosiddetto “littering”.

Mario Grosso si è classificato secondo nella categoria running maschile over 45!

La raccolta di Mario Grosso, su un percorso di 10 km
Quella di Lucia Rigamonti, su 8 km

Rifiuti e qualità dell’aria durante l’emergenza

Nell’ultimo numero di Sustainability News del Politecnico di Milano sono stati pubblicati due contributi di Mario Grosso e del collega e amico Giovanni Lonati sugli effetti dell’emergenza Covid su gestione rifiuti e qualità dell’aria.

Entrambi sottolineano la necessità di cogliere questa inaspettata occasione per aggiustare il tiro su entrambi i fronti, lavorando in particolare su approcci di tipo preventivo.

Ancora su CoViD-19 e rifiuti: le indicazioni di SNPA

Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente è intervenuto, a valle delle raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, con alcune indicazioni generali che, a partire da queste ultime, affrontano ulteriormente la materia.

Il documento tocca ancora il nervo scoperto delle carenze impiantistiche sul territorio nazionale, che non sempre consentono di avviare la totalità del rifiuto indifferenziato direttamente a trattamenti ad alta temperatura (incenerimento), senza manipolazioni intermedie. Laddove appunto tale modalità non fosse disponibile (e ricordiamo che non lo è per intere Regioni, come la Sicilia, la Liguria, le Marche, tanto per citarne alcune), l’indicazione è di avviare il rifiuto a impianti TMB, a condizione che dispongano di una componente biologica atta a garantire l’igienizzazione del rifiuto. Su questo si citano i processi di bioessiccazione e biostabilizzazione, che tuttavia si presentano molto differenti per quanto riguarda il reale effetto di igienizzazione. Ai sensi delle attuali norme tecniche, si considera igienizzato un materiale esposto per almeno 3 giorni a una temperatura superiore a 55°C; questo vincolo è cogente, oltre che particolarmente rilevante, per il processo di compostaggio, dove il destino finale del prodotto è l’utilizzo in agricoltura; mentre lo è meno per i processi biologici inseriti all’interno di impianti TMB, visto che il materiale prodotto viene poi avviato a trattamento termico o eventualmente in discarica.

Vi sono tuttavia da fare due ulteriori considerazioni. Innanzitutto bioessiccazione e biostabilizzazione, pur essendo processi concettualmente analoghi, si applicano a materiali molto diversi. Il primo infatti agisce sulla totalità del rifiuto indifferenziato, mentre il secondo solo sulla frazione organica “sporca”, ovvero separata meccanicamente dall’indifferenziato. Il vantaggio del trattamento della totalità del rifiuto (nella bioessiccazione) è tuttavia smorzato dal fatto che il processo non garantisce il raggiungimento di temperature particolarmente elevate, proprio perché solo parte del materiale risulta attivo nei confronti del processo biologico (la frazione organica, che non supera il 30% del totale, ma può essere anche sensibilmente inferiore). Viceversa, esattamente per gli stessi motivi la biostabilizzazione è probabilmente più efficace a livello di igienizzazione, ma è applicata solo a una parte del rifiuto. Il che significa che tutta la frazione secca non subisce alcun processo biologico.

Da ultimo il documento SNPA non può che constatare la necessità di ricorrere a forme di deposito temporaneo dei rifiuti presso gli impianti produttivi, oppure di messa in riserva e deposito preliminare, che tuttavia devono avvenire nel rispetto di una serie di condizioni finalizzate a scongiurare l’eventuale diffusione del virus. Questo senza dimenticare il rischio di incendi. E dunque la plastica diventa particolarmente critica, visto che oltre ad essere infiammabile risulta pure tra i materiali più “ospitali” per il CoViD-19, che vi può soggiornare anche per alcuni giorni.