CALL EXTENDED – Convegno MatER 2021

Siamo lieti di annunciare la Quinta edizione del Convegno MatER, dal titolo “Recovery & Final Sinks for an Effective Waste Management”, che si terrà dal 7 al 9 giugno 2021 presso il campus di Piacenza del Politecnico di Milano. Il convegno si terrà in concomitenza con il “6° Convegno Internazionale sui Final Sinks”.

Il Convegno vuole essere un’occasione di aggiornamento sulle ultime tendenze rispetto al mondo dei rifiuti, sia per quanto riguarda gli aspetti strategici e normativi, che per quelli tecnologico-scientifici. La call for abstracts è indirizzata sia a contributi scientifici propri del mondo accademico e della ricerca che a contributi tecnici più di carattere industriale per gli operatori del settore. Le presentazioni orali e i poster verteranno su 6 argomenti principali: material recovery; innovative technologies; biowaste residual valorization; environmental sustainability; energy recovery; final sinks.

Per tutte le informazioni e per partecipare alla call (estesa fino al 20 Gennaio 2021) , visitate la pagina del sito MatER dedicata al convegno: http://www.mater.polimi.it/mater-final-sinks-meeting-2021-home/

Due nuovi progetti per il 2021

Il 2021 di AWARE inizia con l’assegnazione di due nuovi progetti a valere su bandi competitivi:

HANDS promuove la cultura della salubrità attraverso la sperimentazione multidisciplinare di azioni di medio e lungo periodo mirate a mitigare la vulnerabilità sanitaria e igienica del quartiere informale di Chamanculo di Maputo (Mozambico), con l’ausilio di produzione locale e diffusione di Polichina. Nel progetto sono coinvolti cinque Dipartimenti del Politecnico, oltre a cinque ulteriori partners.

BeviMI, coordinato dal Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua Onlus (CICMA), si propone di attuare una riduzione dei rifiuti generati dal consumo di acqua in bottiglie di plastica monouso, coinvolgendo le comunità degli Atenei milanesi Bicocca, Statale e Politecnico, con un potenziale bacino di 150 mila persone.

Una review sui biocombustibili per autotrazione in Europa

Sulla rivista Renewable and Suistainable Energy Reviews è stata recentemente pubblicata una corposa analisi di letteratura riguardante i biocombustibili per automobili e veicoli commerciali leggeri in Europa. Questi due segmenti, unitamente, causano il 53% delle emissioni di gas serra dai trasporti in Europa. L’articolo, frutto dello sforzo congiunto di Politecnico di Milano, Innovhub SSI, e Vrije Universiteit Brussel, presenta una panoramica su produzione, uso, legislazione e studi LCA riguardanti i biocombustibili. Le conclusioni dello studio, in breve, sono le seguenti:

  • I biocombustibili più utilizzati nel trasporto su strada in Europa sono attualmente biodiesel, bioetanolo e HVO (hydrotreated vegetable oil). Esiste una grande varietà di tecnologie produttive che consente di convertire praticamente qualsiasi tipo di biomassa in biocombustibile.
  • La legislazione europea sta incrementando gli obbiettivi di riduzione delle emissioni da produzione e uso dei biocombustibili. Nel 2017 i biocombustibili costituivano il 4,5% dell’energia consumata dal trasporto su strada e dalle macchine mobili non stradali.
  • Sono stati analizzati 86 studi LCA, prestando attenzione sia alle scelte metodologiche che ai risultati quantitativi. In media, l’uso dei biocombustibili può ridurre le emissioni well-to-wheels di gas serra rispetto a diesel e benzina. Tuttavia il reale vantaggio ambientale di alcuni biocombustibili è incerto, a causa degli effetti di cambiamento di destinazione d’uso del suolo, che sono raramente analizzati dagli studi LCA.
  • Analizzando i risultati relativi alle altre categorie di impatto ambientale, l’uso dei biocombustibili generalmente causa maggiori impatti ambientali rispetto a benzina e diesel.
  • I biocombustibili possono essere una promettente alternativa ai combustibili fossili, ma solo se prodotti da materie prime che non causano effetti dannosi da cambiamento d’uso del suolo.

L’articolo è disponibile gratuitamente per 50 giorni al seguente link.


Emissioni well-to-wheels di gas serra (g CO2eq/km) raggruppate per tipo di biocombustibile (puro o miscelato). S = numero di studi; n = numero di risultati; Bio-H2 = bio-idrogeno; Bio-SNG = bio-synthetic natural gas; DME = etere dimetilico; ETBE = etil-t-butil etere; EXY = XY% di bioetanolo + (100-XY)% di benzina; BXY = XY% di FAME + (100-XY)% di diesel; FTD = Fischer-Tropsch diesel; HVO = hydrotreated vegetable oil.

Demolizione selettiva, cos’è? Quanto costa?

Demolizione selettiva, cos’è? Quanto costa?”, lo studio oggetto del dottorato di Federica Carollo, è stato presentato durante il convegno Stati Generali delle Demolizioni, l’annuale appuntamento di approfondimento dedicato alle demolizioni civili e industriali, organizzato da Recover Magazine e ospitato da Ecomondo il 4 novembre 2020. 

L’indagine svolta con Lucia Rigamonti, in collaborazione con Regione Lombardia e ENEA, ha messo in luce gli esiti concreti – costi, ricavi, reale riciclo rispetto al conferimento in discarica – della demolizione selettiva. Indagine tutt’ora in corso, a cui le imprese di demolizione italiane sono invitate a contribuire, attraverso un questionario (Chi fosse interessato può scrivere a federicacarla.carollo@polimi.it).

Il convegno di quest’anno si è svolto in forma virtuale, come l’intera fiera Ecomondo in corso fino al 15 novembre, ma i contributi dei relatori sono stati reali e quanto mai attuali. Sei interventi on line, preceduti dal saluto di Mauro Delle Fratte, Brand manager di Ecomondo – ‎Italian Exhibition Group – Fiera di Rimini, e dall’introduzione di Massimo Viarenghi di Recover Magazine – DEA Edizioni, promotore e curatore dell’evento.

L’articolo sull’evento è disponibile qui

Verso l’economia circolare – un sottotitolo di peso


Waste Management & Research, la storica rivista scientifica di ISWA (International Solid Waste Association), si fregia di un nuovo sottotitolo che enfatizza i temi dell’economia circolare. Diventa quindi “The Journal for a Sustainable Circular Economy”, prima rivista a richiamare esplicitamente nel nome questo importante principio, del quale la gestione dei rifiuti costituisce un tassello fondamentale. Oltre a questo, WM&R sta adottando una strategia progressivamente orientata verso un modello sempre più ad accesso aperto (Open Access), per favorire la diffusione delle cultura tecnico-scientifica ad un pubblico via via più ampio.

Tutte le informazioni per pubblicare su WM&R, di cui Mario Grosso è Associate Editor dal 2015, sono disponibili a questo link.

Progetto IMAP – LCA relativa all’integrazione di un sistema di coltivazione microalgale in un impianto di trattamento delle acque reflue

È disponibile online sulla rivista Journal of Environmental Management un nuovo articolo riguardante la valutazione dei benefici ambientali legati all’inserimento di un processo depurativo microalgale nello schema classico di depurazione delle acque reflue urbane.

Il processo depurativo è stato sviluppato e analizzato all’interno del progetto IMAP (Integration of MicroAlgal based Processes in wastewater treatment), finanziato da Fondazione Cariplo, che ha previsto l’installazione di una unità di trattamento algale su scala pilota presso il depuratore di Bresso-Niguarda. Tale unità è costituita da un bacino a configurazione aperta, alimentato con il surnatante dalla fase di disidratazione dei fanghi, ricco di nutrienti, e con il gas di scarico dell’unità di cogenerazione (11% di CO2 in volume).

L’articolo si focalizza sull’analisi LCA comparativa tra la configurazione attuale di trattamento (depurazione convenzionale a Bresso nell’anno 2017) e la situazione futura (depurazione a Bresso con integrazione del processo biologico algale). Il confronto è avvenuto in termini di 12 categorie di impatto sull’ambiente e sulla salute umana (metodo ILCD, 2011), dell’indicatore energetico CED (Hischier et al., 2010) e di due indicatori di consumo delle risorse idriche e di suolo.

Come attualmente progettata, la depurazione con processo algale è caratterizzata da prestazioni ambientali migliori rispetto al trattamento attuale delle acque reflue in 7 dei 15 indicatori analizzati, principalmente per i risparmi energetici indotti. Per un’applicazione a scala reale, dall’analisi LCA sono emerse le seguenti principali raccomandazioni: a) minimizzare la volatizzazione di ammoniaca dai bacini algali; b) preferire il recupero in agricoltura della biomassa algale residua come fertilizzante organico a lento rilascio anziché il suo co-incenerimento; c) scegliere per il bacino una località favorevole in termini di radiazione solare per incrementare la produttività algale specifica.  

L’articolo è disponibile qui fino al 27 dicembre 2020. Ulteriori dettagli di pubblicazione verranno forniti non appena disponibili.  

Valutazione dei flussi di scarto nella gestione dei rifiuti urbani in Italia

Nello studio pubblicato sul terzo numero del 2020 della rivista Ingegneria dell’Ambiente è stato stimato il quantitativo di rifiuti non riciclabili che sono prodotti nelle diverse fasi di gestione dei rifiuti urbani differenziati, dalla raccolta al riciclo finale.

Attraverso le rendicontazioni annuali dei consorzi di filiera, il Catasto Rifiuti di ISPRA, i report annuali di alcune ARPA, specifiche analisi di Utilitalia e pubblicazioni scientifiche sul tema, sono state quantificate le percentuali di scarto associate a ogni fase di gestione delle frazioni differenziate: la separazione multimateriale, la selezione, il riciclo.

A partire dai dati 2018 sulla produzione e raccolta dei rifiuti urbani, è stata quindi stimata la quantità di rifiuti non riciclabili generati dal trattamento delle frazioni differenziate.

L’articolo è consultabile liberamente qui.

Valutazione dei flussi di scarto nella gestione dei rifiuti urbani in Italia – Figura 4

Analisi dei dati del traffico marittimo per la stima delle emissioni di CO2 delle navi e del potenziale di alcalinizzazione del mare

È stato pubblicato sul terzo numero del 2020 della rivista Ingegneria dell’Ambiente  un articolo riguardante l’analisi dei dati del traffico marittimo nel Mar Mediterraneo, per la stima delle emissioni di CO2 delle navi e del potenziale di alcalinizzazione del mare. Sono stati elaborati i dati relativi al traffico marittimo nel 2017 provenienti dal database di EMODnet (European Marine Observation and Data Network) Human Activities, che fornisce la densità (ore/mese) di presenza delle navi nel bacino del Mar Mediterraneo.

L’elaborazione ha permesso di determinare il numero di ore di navigazione effettivamente utilizzabili per lo scarico di calce idrata al fine di aumentare l’alcalinità e conseguentemente l’assorbimento di CO2 da parte del mare. Sono state altresì stimate le emissioni di CO, NOx, SOx, PM e NMVOC dal trasporto marittimo.

L’articolo è consultabile liberamente qui.

Casi studio di LCA applicata alla gestione dei rifiuti

È ora disponibile una nuova pubblicazione del Gruppo di Lavoro Gestione e Trattamento dei Rifiuti dell’Associazione Rete Italiana LCA.

Il lavoro, coordinato da Lucia Rigamonti, mira a individuare quali sono le possibili specificità e finalità dell’applicazione della metodologia LCA (Life Cycle Assessment) al settore dei rifiuti, attraverso la descrizione di casi applicativi.

L’articolo è stato pubblicato sul terzo numero del 2020 della rivista Ingegneria dell’Ambiente ed è gratuitamente scaricabile qua.

Studi di AWARE tra le buone pratiche nel progetto LCA4Regions

Lo studio di LCA (Life Cycle Assessment) applicato ai rifiuti da costruzione e demolizione, condotto recentemente per Regione Lombardia e supervisionato da Lucia Rigamonti, assieme allo studio di LCC (Life Cycle Costing) oggetto del dottorato di Federica Carollo sono stati scelti come buona pratica all’interno del progetto Interreg Europe LCA4Regions.

LCA4Regions è un progetto del Programma comunitario Interreg Europe, che persegue la Cooperazione Territoriale Europea tra 9 Stati: Austria, Croazia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Germania, Italia.

Il Progetto LCA4Regions si prefigge di integrare in modo più efficace l’applicazione delle metodiche di analisi del ciclo di vita alle politiche ambientali, in considerazione del fatto che usualmente molte politiche sono sviluppate in modo autonomo rispetto alle altre. Il Progetto si focalizza sulla estensione dei metodi LC (life cycle) come approccio olistico nella concezione di politiche pubbliche di protezione dell’ambiente e dell’efficienza del ciclo delle risorse. Su you tube è possibile vedere un breve filmato di spiegazione del progetto.

La presentazione delle buone pratiche selezionate avverrà mercoledì 21 ottobre durante la Transnational Learning Journey n. 3: LCA for waste management and material flows. Maggiori informazioni incluso il link a cui effettuare l’iscrizione (gratuita) all’evento sono disponibili qui.