Perché rimuovere CO2 dall’atmosfera?

A questa domanda e ad altre domande sul tema cambiamenti climatici si dà risposta nella video intervista disponibile al seguente link.

Il video fa parte dell’iniziativa DICA GREEN CORNER del Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale del Politecnico di Milano per presentare le attività di ricerca del Dipartimento sul tema cambiamenti climatici in occasione della COP26, la XXVI Conferenza delle Parti dell’UNFCCC dal 31 ottobre al 12 novembre a Glasgow.

Nel video viene anche presentato lo stato di sviluppo della tecnologia per rimuovere CO2 dall’atmosfera tramite l’alcalinizzazione degli oceani studiata nel progetto di ricerca Desarc-Maresanus.

Quanta CO2 assorbe la calce nelle sue diverse applicazioni?

La calce è un prodotto che viene utilizzato in diversi settori: nei materiali da costruzione, nell’ingegneria civile, nel trattamento dei flussi inquinati (emissioni gassose, fanghi da depurazione), nell’industria chimica, nei processi metallurgici (ferrosi e non ferrosi), in agricoltura. Durante la calcinazione del calcare, ovvero il processo di produzione della calce, viene emessa CO2 da due fonti: l’uso di combustibili fossili e la decomposizione ad elevate temperature del carbonato di calcio (CaCO3). Successivamente la calce è in grado di assorbire una certa quantità di CO2 dall’atmosfera, variabile in funzione dell’utilizzo specifico.

Nel lavoro finanziato da EuLA (European Lime Association) si è valutato, mediante un’estesa analisi di letteratura, il potenziale di assorbimento della CO2 atmosferica attraverso il processo di carbonatazione durante la fase di utilizzo della calce sia nella forma “viva” (ossido di calcio, CaO) sia nella forma “spenta” (idrossido di calcio Ca(OH)2). Per le applicazioni considerate si è analizzata la letteratura scientifica attualmente disponibile, allo scopo di individuare l’effettivo potenziale di carbonatazione durante la vita dei prodotti, così da valutare in maniera più completa il reale impatto dell’industria della calce sul rilascio atmosferico di biossido di carbonio. Dallo studio risulta che circa il 23-33% della calce utilizzata nel mercato UE carbonata, riassorbendo in questo modo una quota parte della CO2 emessa durante la calcinazione.

Il lavoro è disponibile in modalità open access al seguente link .

Il rapporto completo è invece disponibile al seguente link .

Due pubblicazioni sul progetto Desarc-Maresanus per rimuovere CO2 dall’atmosfera e contrastare l’acidificazione degli oceani

Sulla rivista Frontiers in Climate sono stati pubblicati due studi svolti nell’ambito del progetto di ricerca Desarc-Maresanus nato dalla collaborazione tra il Politecnico di Milano e la Fondazione Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), con il supporto finanziario di Amundi e quello tecnico di CO2APPS.

Il primo studio analizza l’efficacia di rimozione della CO2 e del contrasto all’acidificazione nel bacino del Mar Mediterraneo mediante il processo di ocean liming, che consiste nello spargimento in mare di idrossido di calcio (calce idrata). Due scenari di spargimento sono stati valutati utilizzando un modello fisico-biogeochimico con i dati delle attuali rotte di navigazione. Il primo scenario è caratterizzato da un costante spargimento di idrossido di calcio in mare, complessivamente pari a 200 Mt all’anno, mentre il secondo scenario è contraddistinto da livelli di alcalinizzazione crescenti proporzionalmente alla riduzione del pH nello scenario di riferimento RCP 4.5. I risultati delle simulazioni modellistiche mostrano che dopo 30 anni di alcalinizzazione il tasso di assorbimento di CO2 del Mar Mediterraneo è quasi raddoppiato e la tendenza media all’acidificazione superficiale è neutralizzata rispetto allo scenario di riferimento senza alcalinizzazione. Maggiori informazioni sono disponibili nell’articolo al seguente link.

Nel secondo studio è stato stimato sia a livello globale sia a livello del bacino del Mar Mediterraneo il potenziale di spargimento di idrossido di calcio e la rimozione di CO2 in atmosfera sfruttando l’attuale traffico marittimo. È inoltre mostrato un alto potenziale di dispersione della calce in mare attraverso un modello fluidodinamico. L’articolo è disponibile al seguente link.

Analisi dei dati del traffico marittimo per la stima delle emissioni di CO2 delle navi e del potenziale di alcalinizzazione del mare

È stato pubblicato sul terzo numero del 2020 della rivista Ingegneria dell’Ambiente  un articolo riguardante l’analisi dei dati del traffico marittimo nel Mar Mediterraneo, per la stima delle emissioni di CO2 delle navi e del potenziale di alcalinizzazione del mare. Sono stati elaborati i dati relativi al traffico marittimo nel 2017 provenienti dal database di EMODnet (European Marine Observation and Data Network) Human Activities, che fornisce la densità (ore/mese) di presenza delle navi nel bacino del Mar Mediterraneo.

L’elaborazione ha permesso di determinare il numero di ore di navigazione effettivamente utilizzabili per lo scarico di calce idrata al fine di aumentare l’alcalinità e conseguentemente l’assorbimento di CO2 da parte del mare. Sono state altresì stimate le emissioni di CO, NOx, SOx, PM e NMVOC dal trasporto marittimo.

L’articolo è consultabile liberamente qui.